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04 dicembre 2021

Oderzo Motta

DUSSIN: «35MILIONI DI EURO PER IL LIVENZA»

«Rischio idreologico sull'opitergino-mottense: mancano risorse e bisogna intervenire con urgenza per evitare ulteriori aggravi».

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DUSSIN: «35MILIONI DI EURO PER IL LIVENZA»

MOTTA DI LIVENZA - “Rischio idreologico sull'opitergino-mottense: mancano risorse e bisogna intervenire con urgenza per evitare ulteriori aggravi. L'On. Guido Dussin  (nella foto) con la risoluzione presentata alla Commissione Ambiente, e che lo vedrà primo firmatario di un documento a più respiro trasversale, chiede al Governo d'intervenire sollecitamente per stanziare le risorse che mancano. Si tratta di 35milioni euro necessari alla realizzazione definitiva del bacino di Prà de Gai sul Livenza” avverte il sindaco di Motta di Livenza, Paolo Speranzon.

“Con questo documento Dussin chiede, inoltre, al Governo di procedere alla conclusione di uno specifico accordo di programma interregionale tra il Ministero dell'ambiente, la regione Veneto e la regione Friuli Venezia Giulia. Infine, auspica che sia consentito agli Enti competenti di utilizzare le risorse economiche necessarie alla realizzazione degli interventi di ripristino e messa in sicurezza dei luoghi, prevedendo 'in caso di necessità anche l'elusione dei vincoli del patto di stabilità” ha spiegato il sindaco di Motta di Livenza, Paolo Speranzon in contatto con il rappresentate parlamentare leghista. Lo stesso Speranzon continua “Il rischio idreologico dell'opitergino-mottense resta una delle priorità fra le emergenze del territorio.

Un dato inquietante, si legge anche nel documento presentato da Dussin, è che tutti i maggiori corsi d'acqua del Veneto, già di competenza del magistrato alle acque, hanno condizioni di rischio non inferiori a quelle che avevano nel 1966 quando ci fu una delle più disastrose alluvioni che abbiano mai colpito la regione. In 40 anni non si sono,però, concretizzati i necessari interventi risolutivi, nonostante le opere siano state individuate già da tempo, anche dai PAI (Piani stralcio per l'assetto idrogeologico)”.

Nel Codice Ambientale del 2006 sono, infatti, previsti i piani stralcio di distretto per l'assetto idrogeologico (PAI) per la tutela dal rischio idrogeologico e si prevede che le Autorità di Bacino possano approvare piani straordinari di emergenza per situazioni a più elevato rischio idrogeologico, soprattutto per quelle aree dov'è a rischio l'incolumità delle persone e la sicurezza delle infrastrutture e del patrimonio ambientale e culturale.

“Il bacino idrografico del fiume Livenza ha una superficie di 2500 chilometri quadrati e si estende a cavallo tra le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia. L'affluente principale e il fiume Meduna, che a sua volta riceve il fiume Cellina e assieme costituiscono un sistema caratterizzato da un disordine idrogeologico consistente in questa parte del bacino, collocata prevalentemente nella regione Friuli Venezia Giulia, si generano le portate critiche per il percorso vallivo. Il PAI del Livenza ha già individuato le opere prioritarie e necessarie per la messa in sicurezza del territorio che anche nella recente alluvione ha corso gravissimi rischi di esondazione.

Tra gli interventi previsti dal PAI ve ne sono 2 in particolare. Si tratta di regolazione delle aree di espansione naturale delle piene del Livenza: nell'area Prà di Gai e Prà dei Bassi e nell'area golena di Motta di Livenza e Meduna per un ammontare secondo le ultime stime di 55 milioni di euro per il primo intervento e 15 milioni per il secondo.

Nell'accordo di Programma generale che la Regione ha fatto con il Ministero dell'Ambiente a novembre 2010 per l'individuazione di una prima serie di interventi per la salvaguardia del territorio, per la zona relativa al PAI del Livenza sono stati finanziati solo 2 milioni di euro per il potenziamento degli argini del Livenza, 1,8 per quelli del Monticano, e 500 mila euro per il fiume Meschio. E', quindi evidente che lo stanziamento non è sufficiente a soddisfare le effettive necessità di messa in sicurezza di questo corpo idrico. In particolare, l'esecuzione della regolazione dell'esistente bacino del Prà dei Gai.

Mi auguro ora, che il Governo accolga prontamente la richiesta dell'on. Guido Dussin di stanziare 35milioni di euro, anche se resta comunque aperta la partita per gli accordi con la Regione del Friuli Venezia Giulia per la sistemazione dei bacini di laminazione sul Meduna.

Tra l'altro stiamo aspettando proprio dal Friuli delle risposte in merito” conclude il sindaco Speranzon. Nel premessa della risoluzione Guido Dussin cita uno studio del ministero che evidenzia come il 9,8% del territorio nazionale sia ad alta criticità idrogeologica e che sono 6.633 i comuni interessati pari all'81,9 per cento dei comuni italiani.

Il fabbisogno finanziario necessario per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza complessiva delle situazioni di dissesto del territorio nazionale appare essere quasi imponente, si calcola un ammontare di 44 miliardi di euro, di cui 27 per l'area del Centro-Nord, 13 per il Mezzogiorno e 4 per il patrimonio costiero.

L'8° Commissione della Camera dei deputati ha più volte messo in evidenza la necessità di rafforzare la prevenzione e la pianificazione degli interventi per la messa in sicurezza del territorio nazionale.

E in particolare, una risoluzione del 2009 ha impegnato il Governo ad attuare un programma di interventi per la prevenzione del rischio idrogeologico e la manutenzione del territorio destinando 900 milioni di euro ai piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico. Si tratta di Fondi CIPE 2009 da utilizzare a mezzo di accordi di programma tra Regione e Governo.

 



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