27 luglio 2021

Vittorio Veneto

Duplice omicidio, poi le slot

Ha venduto la collana di Irina al ComproOro, poi ha usato i soldi per il videopoker

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Duplice omicidio, poi le slot

VITTORIO VENETO - Un segreto inconfessabile quella maternità che teneva ancora uniti Irina e Mihai. Lei non aveva confessato a nessuno, se non al padre della creatura che portava in grembo, di essere in dolce attesa. E pensare che poco tempo fa la 21enne di origini moldave era tornata proprio al paese d’origine, per cercare di abortire.

 

Attendeva però un figlio da troppo tempo per sospendere la gravidanza: era incinta di sei mesi. E’ questo il fulcro della vicenda che ha visto il 19enne Mihai Savciuc uccidere con una pietra la propria ex fidanzata. Già, perché la relazione tra i due era finita nel settembre scorso.

 

 

La loro storia d’amore, documentata attraverso le pagine di Facebook, era iniziata nel marzo del 2015. Mihai si era nuovamente fidanzato, ma pare che Irina volesse riprendere i contatti con lui: c’era infatti ancora un filo che li teneva legati, ovvero il figlio che sarebbe dovuto nascere tra 3 mesi, e che invece ha perso la vita insieme alla madre, il cui corpo è stato abbandonato in un boschetto di Manzana.

 

Lui le ha rubato i gioielli, li ha rivenduti ad un “ComproOro” e si è giocato i (pochi) soldi racimolati al videopoker. Un gesto che mostra, forse, il delirio di onnipotenza di un giovanissimo, all’apparenza un semplice studente dell’Ipsia “Pittoni” di Conegliano. Lavorava saltuariamente come pizzaiolo, un ragazzo alla moda, con l’immancabile berretto rosso sulla testa.

 

Irina Bakal era giunta invece in Italia nel 2012, lavorava in alcuni hotel del Coneglianese, viveva con dei coetanei sempre nella città del Cima. In Moldavia aveva studiato per diventare parrucchiera, e in Italia aveva studiato, per un anno, all’Enaip di Parè. Ora si accingeva a prendere la patente. Irina era la classica ragazza che si appresta a vivere a pieno la sua vita, con il suo sguardo fresco e gentile: postava ogni giorno un selfie diverso, che la ritraeva in maniere sempre differenti.

 

 

Trucco, sopracciglia tatuate e abbigliamento casual, come è normale per una ragazza della sua età. Si era truccata anche per l’ultimo incontro con Mihai, avvenuto domenica 19 marzo, alle 22. Il tragico destino ha voluto che il 19enne uccidesse Irina - insieme al figlio che portava in grembo – proprio nel giorno della festa del papà.

 

Sembrava, per Irina, un giorno come tutti gli altri, visto che nel pomeriggio era andata a fare jogging: rientrata a casa si era fatta un bagno, poi si era preparata per uscire. Non poteva pensare che Mihai, l’unico a conoscere il loro segreto, l’avrebbe brutalmente uccisa. Per il giovane la vita, in questi tre giorni prima dell’arresto, era proseguita come se nulla fosse accaduto: da normale studente di un istituto professionale.

 


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