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07 dicembre 2021

Oderzo Motta

Il Dpcm stoppa le scommesse sportive: "Danno enorme per gli addetti ai lavori"

L'indotto garantisce lavoro a parecchie famiglie che ora sono costrette a rimanere a braccia conserte: "Ma le spese devono comunque essere pagate"

| Angelo Giordano |

| Angelo Giordano |

ricevitoria Giocatutto

PONTE DI PIAVE -. Il dpcm sta creando non pochi problemi anche alle ricevitorie, specie quelle di scommesse sportive che, di fatto, da questa mattina non possono più lavorare. Bloccati anche i videopoker.

Sospensione dunque delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all'interno di locali adibiti ad attività differente. Nessuna restrizione invece per Superenalotto, Lotto e lotterie.

La questione è molto più complessa di quello che sembra visto che si tratta di un indotto che crea parecchi posti di lavoro, specie in quelle attività che vivono non solo con le scommesse.

È il caso, ad esempio, della ricevitoria Giocatutto di Ponte di Piave, che all’interno è anche bar, lungo la Postumia, in pieno centro a Ponte di Piave.

Il titolare Nicola Callegari: «Il business delle scommesse sportive sta prendendo piede ormai da qualche anno. Ora si decide di chiudere e questo sta creando grossi disagi. No a scommesse sportive e videopoker, sì invece al superenalotto o ai gratta e vinci. Noi però come azienda dobbiamo comunque continuare a pagare i canoni dei macchinari dei giochi.

Nel lockdown di marzo i canoni furono pagati, ma i pagamenti vennero solo procrastinati e rateizzati, con uno sconto del 20%. Come a dire che, anche se non abbiamo lavorato, i soldi lo Stato li vuole ugualmente. Mentre i 600 euro famosi li abbiamo ricevuti solo a lockdown terminato.

E adesso per noi si ripresenta la stessa situazione. La mancanza di clienti significa - almeno nel nostro caso - anche meno lavoro al bar. I dipendenti allora dobbiamo metterli in cassa integrazione. Però dobbiamo continuare a pagare le spese vive. Una situazione molto difficile.

Tra l’altro sono fermi anche i pagamenti delle vincite. Ieri (giovedì, nda) uno scommettitore ha vinto 1.200 euro ma oggi le macchine erano spente. Per cui quei soldi non li ha persi, ma non sappiamo quando potrà riceverli. Questo è solo uno dei tanti disagi che stiamo vivendo».

Gli fa eco Antonio Cancellier della ricevitoria Due Mori di Motta di Livenza. «Purtroppo abbiamo dovuto spegnere tutto. La scommessa sportiva, per la maggior parte partite di calcio, è quella che va per la maggiore.

Giocano tutti, ma il giocatore è nella media più giovane rispetto a chi tenta la fortuna col Superenalotto, per fare un esempio, oppure al gratta e vinci.

La nostra realtà vede anche la presenza di un bar-trattoria, che peraltro deve chiudere alle 18. Si tratta di un periodo davvero difficile. La speranza è che si concluda quanto prima».
 

 



Angelo Giordano

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