26 gennaio 2021

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Dopo 21 anni, riapre l’ospedale di Valdobbiadene

Ospiterà i pazienti covid dimessi dai reparti ospedalieri, che necessitano di un periodo di osservazione

| Tiziana Benincà |

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| Tiziana Benincà |

ex Ospedale Guicciardini di Valdobbiadene

VALDOBBIADENE - È stato inaugurato questa mattina l’ex Ospedale Guicciardini di Valdobbiadene per accogliere i pazienti che escono dalle strutture ospedaliere dopo aver contratto il Covid 19 e che necessitano di rimanere ancora qualche giorno sotto osservazione, prima di poter rientrare a casa. Un luogo dove terminare il loro percorso prima delle dimissioni ufficiali, in un ambiente che, grazie al lavoro di ristrutturazione svolto dai volontari della Protezione civile e degli Alpini, è tornato a vivere dopo un lungo periodo di silenzio iniziato nel 1999. Una struttura di spicco nel panorama di allora che oggi sarà nuovamente in grado di dare beneficio ai propri ospiti grazie alla posizione straordinaria, perché “ci si cura anche vedendo cose belle” così commenta il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi.

Dopo la benedizione da parte di don Francesco sulla struttura e sulle persone che qui transiteranno sia in qualità di operatori professionali, che di ospiti, il dottor Benazzi ha ringraziato quanti hanno collaborato per il risultato ottenuto, tra cui l’Amministrazione comunale per l’aiuto nel reperire il personale. “Al momento contiamo su cinque infermieri professionali in pensione e cinque OSS forniti dalla Cooperativa Orchidea. Lunedì ne arriveranno altri tre per categoria di cui tre giovani infermieri appena laureati”.

Si partirà con il quarto piano già allestito con trenta posti letto suddivisi in camere da due, che dovrebbero bastare se la situazione rimane stabile. Una situazione che potrebbe essere replicata al terzo piano con altrettanti letti, mentre il secondo piano è destinato al personale proveniente da fuori Regione. “Questa soluzione comporta un doppio beneficio: da una parte abbiamo potuto contare su personale qualificato seppur distante da noi e dall’altro c’è sempre qualcuno a disposizione tutto il giorno in caso di necessità” aggiunge Benazzi “Una struttura che dà garanzie a chi viene qui: andiamo a dare la medesima qualità di assistenza perché abbiamo i professionisti qualificati e l’ossigeno non manca”.

“Abbiamo il dovere di restituire alle famiglie i loro cari nelle condizioni migliori possibili e soprattutto assicurare loro la serenità nel ritornare a casa. Questa è un’esperienza traumatizzante anche per la lontananza” così commenta il primario, la dottoressa Paola Paiusco, direttore dell’Unità operativa complessa di cure palliative dell’azienda Ulss 2 Marca Trevigiana e direttore delle Cure primarie del distretto di Asolo. Oltre a lei altri due dottori in pensione e la dottoressa Nadia Cavalli, coordinatrice di reparto: “Dobbiamo sempre essere pronti nell’eventualità che qualcosa non funzioni. Bisogna sempre prevedere”.

In giornata arriveranno i primi tre pazienti provenienti dalla geriatria di Montebelluna con un’età compresa tra i 70 e gli 80 anni, a cui verrà assegnata una stanza ciascuno. I pasti saranno forniti dall’Istituto San Gregorio, la pulizia verrà assicurata dall’Ulss 2, mentre dal punto di vista finanziario il costo è quello di un normale ospedale, pari a euro 125.00 giornalieri a persona.

 



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Tiziana Benincà

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