26 novembre 2020

Montebelluna

Donazione organi, in un anno più di 1.600 adesioni

Il 72,5% adesioni, il 27,5% dinieghi

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Donazione organi

MONTEBELLUNA - È passato poco più di un anno dall'attivazione della nuova modalità per dichiarazione il proprio consenso o diniego alla donazione di organi direttamente attraverso lo Sportello Anagrafe del Comune di Montebelluna.

Dal 1° aprile dello scorso anno, infatti, il Comune di Montebelluna ha aderito al progetto nazionale “Una scelta in Comune” che si propone di raggiungere progressivamente tutti i cittadini maggiorenni nell'informazione rispetto alla possibilità di donare gli organi.



Grazie al progetto, i maggiorenni possono  esprimere la propria volontà alla donazione di organi e tessuti, al momento del rilascio o del rinnovo della Carta d'identità, presso lo Sportello IncontraComune sito al piano terra del Municipio in Corso Mazzini, 118.
Il dato così acquisito è inviato in modalità telematica al SIT (Sistema Informativo Trapianti), unitamente ai dati anagrafici del dichiarante e agli estremi del documento d'identità, al fine di consentire la consultazione da parte del Coordinamento Regionale per i Trapianti (CRT).



Dal 1° aprile 2016 al 9 giugno 2017 sono state infatti raccolte 1628 adesioni, inviate direttamente al Ministero della Salute. Di queste il 72,5% (1180) sono consensi ed il 27,5% (448) dinieghi.


“E' un buon risultato, conquistato anche grazie alla continua sensibilizzazione su vari fronti e all'impegno degli operatori comunali - commenta il vicesindaco, Elzo Severin -. Però non fermiamoci qui perché nessuno è troppo vecchio o malato per non poter comunque donare”.


“E' un risultato che testimonia il forte spirito di solidarietà  presente nella città di Montebelluna anche perché di tratta di una forma di disponibilità che, diciamolo chiaramente, non prevede alcuna forma di riconoscimento personale. Infatti, nel caso si verifichi la donazione, essa e rimane totalmente anonima e puramente gratuita – afferma il sindaco Marzio Favero -. E' in corso un cambio culturale  su questo tema delicato della gestione post mortem del proprio corpo. Non dimentichiamo che aldilà dei timori sul riconoscimento effettivo del fine vita, oggi fugati dai protocolli medici molto severi, vi sono comunque fattori culturali molto potenti sul rispetto dell'integrità della salma.
Quindi è opportuno che la campagna di sensibilizzazione sul tema sia condotta con il massimo rispetto delle sensibilità in modo da far percepire come un valore morale la donazione di una parte di sé che consente ad un nostro prossimo di poter continuare a vivere”.

 



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