16 giugno 2021

Cronaca

Disordini a Roma: Veneto imprese unite condanna la manifestazione

Andrea Penzo Aiello: "La protesta non può sfociare in violenza. Al Governo chiediamo di poter riaprire immediatamente, i nostri locali sono sicuri".

| Roberto Grigoletto |

immagine dell'autore

| Roberto Grigoletto |

Disordini a Roma: Veneto imprese unite condanna la manifestazione

TREVISO - Tre agenti feriti, sette fermi: disordini e violenza ieri a Roma a Montecitorio. Davanti alla Camera dei deputati andava in scena la protesta di ristoratori, commercianti, gestori di palestre, le cui attività continuano a rimanere ferme. A rovinare la manifestazione frange estremiste di destra (casa Pound tra queste) che dalle parole sono passate, come si suol dire, ai fatti. Veneto Imprese unite non era ieri nella Capitale per l’evento nazionale promosso da imprenditori ed esercenti; l’associazione era impegnata ad animare una manifestazione già programmata in quel di Vicenza. “Ma ci saremmo andati, e anche numerosi” – assicura il trevigiano Andrea Penzo Aiello, che di Veneto Imprese unite è il presidente.

Che cosa dice di quanto accaduto ieri in piazza Montecitorio?

Dico che le azioni di violenza sono da condannare, senza se senza ma.

La cosa è sfuggita di mano?

Molti dei partecipanti erano con noi a Bologna l’ultima volta e posso dire che non sono andati a Roma ieri con quelle intenzioni bellicose. Noi non c’entriamo.

Siete stati strumentalizzati?

Da gruppi politici estremisti che con noi non hanno nulla da spartire.

Hanno aggredito verbalmente e fisicamente agenti di pubblica sicurezza...

Ed è stato gravissimo: le forze dell’ordine hanno sempre dimostrato rispetto nei nostri confronti, assicurando collaborazione nelle manifestazioni che finora abbiamo organizzato.

Nessun ristoratore o commerciante si è fatto lasciato andare?

Non lo posso escludere, ma non è certamente questo il nostro modo questo di protestare contro le decisioni del Governo.

Ieri però si è appalesato il rischio di una degenerazione

La tensione sta salendo, è vero. Del resto non è più sopportabile una chiusura prolungata che non si fonda su dati sanitari significativi e nemmeno è giustificata da evidenze circa l’insicurezza sui nostri posti di lavoro. Siamo esasperati ma ripeto: quello che è successo ieri è stato provocato da gruppi completamente slegati dalla nostra rete, non composti da imprenditori.

Il ministro dell’Interno Lamorgese ha invitato a non fare di tutta l’erba un fascio e a distinguere gli imprenditori che protestavano dai facinorosi che aggredivano. C’è il rischio comunque che rimanga un’ombra sulle vostre legittime rivendicazioni?

Certo adesso alcuni identificheranno ristoratori, commercianti, ambulanti e gestori di palestre presenti in piazza ieri con quegli esagitati senza mascherine, travestiti da sciamani di QAnon e che facevano il saluto romano…

Una occasione sprecata…

Non solo: ci ha rimesso l’intera categoria, che era lì per esprimere ancora una volta il disagio di molti padri di famiglia che non riescono a mettere in tavola il pranzo per i figli. Ma la protesta non può sfociare in violenza, soprattutto verso le forze dell’ordine alle quali va tutta la nostra solidarietà

E adesso?

Adesso speriamo che il Governo per prevedere un immediato piano di riapertura per le aziende in maniera sicura per evitare una escalation di disordini. Soldi sappiamo che non ne possono dare perché non ne hanno ma a questo punto che ci permettano di riaprire in maniera sensata immediata. Noi siamo in sicurezza da maggio 2020, spendendo migliaia di euro per questo. Pretendiamo di poter lavorare.

 


| modificato il:

foto dell'autore

Roberto Grigoletto

Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×