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18 luglio 2024

Treviso

Disagio giovanile, mille giovani coinvolti in strada nel progetto Sconfinamenti

Un camper che gira tra i comuni di Treviso, Casale sul Sile, Casier e Silea per agganciare i giovani nei luoghi della loro quotidianità e del loro tempo libero

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

camper sconfinamenti

TREVISO - Sono stati circa mille i ragazzi di età compresa tra gli 11 ed i 17 anni coinvolti in un progetto di rete chiamato "Sconfinamenti" attraverso un camper uscito 18 volte nei comuni trevigiani di Treviso, Casier, Casale sul Sile e Silea, tra gennaio e giugno, per intervenire su situazioni di disagio e povertà educativa in senso ampio. L’iniziativa di rete che coinvolge 18 partner trevigiani tra enti pubblici e del Terzo Settore sul tema delle povertà educative, di cui è capofila Volontarinsieme OdV.

L’educativa di strada è un intervento svolto da educatori professionali che si svolge in piazze, parchi e in tutti i luoghi informali in cui adolescenti e preadolescenti si incontrano, trascorrono del tempo e si costruiscono una loro identità. Grazie all’approccio informale gli educatori hanno la possibilità di avvicinarsi ai giovani, conoscerli e ascoltarne bisogni e disagi. L’attività di educativa di strada del progetto “Sconfinamenti”, che prende il nome di “On the Road”, si è concentrata inizialmente nelle piazze e nei luoghi di ritrovo spontanei dei ragazzi tra Casale, Casier, Dosson, Silea, San Lazzaro e Santa Maria del Sile, e successivamente in alcuni istituti scolastici, in particolare all’Istituto Comprensivo di Casier, per un totale di 406 studenti coinvolti, e all’Istituto comprensivo n. 3 Felissent di Treviso, con oltre 450 ragazzi raggiunti nelle due sedi (Fellisent e Mantegna).  

Grazie anche al supporto del camper, gli educatori li hanno coinvolti in attività sportive e musicali, tra cui il karaoke, e hanno sottoposto loro alcuni questionari, i cui risultati sono ancora in fase di elaborazione, allo scopo di recepire meglio criticità, problematiche ma anche aspettative, desideri e interessi. Diverse le tematiche indagate, dallo stress percepito all’autostima fino alla delicata questione della violenza. Obiettivo ultimo dell’azione è infatti riuscire ad avvicinarsi ai ragazzi per promuovere relazioni di qualità che prevengano l’abbandono degli studi, l’isolamento e situazioni di disagio.  

Questa attività è una dei sette filoni in cui si sviluppa “Sconfinamenti. Uscire dai propri confini per crescere una comunità educante”. Il progetto, avviato a novembre 2022 e della durata triennale, andando ad agire direttamente sul fenomeno del disagio giovanile, si pone come obiettivo finale la costruzione e il rafforzamento di una comunità educante aperta e inclusiva, capace di attivare tutti i luoghi e le occasioni in cui si crea il rapporto con i giovani: la scuola, la famiglia, lo sport, i quartieri, le associazioni e le istituzioni del territorio.    

  “Da subito il camper di ‘Sconfinamenti’, diventato uno dei simboli dell’intero progetto – spiega Anna Corò, presidente di Volontarinsieme OdV, capofila nel progetto ‘Sconfinamenti’ – ha ottenuto ottimi risultati non solo in termini numerici, ma anche per la qualità delle relazioni che si sono andate a creare, permettendo di entrare realmente in contatto con gruppi di giovani che difficilmente sarebbero stati raggiunti e per questo maggiormente a rischio. Attendiamo i risultati dei tantissimi questionari somministrati, che ci permetteranno di avere un quadro più completo sulle percezioni e aspettative dei ragazzi e di andare ad agire proprio laddove le fragilità si fanno sentire maggiormente, prevenendo potenziali situazioni di disagio”.


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