04 aprile 2020

Dimagrire: un Cammino di Consapevolezza

Categoria: Scienze e tecnologie - Tags: dimagrire, cibo, sovrappeso, disturbi alimentari, passione, autostima, relazione.

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Roberto Lucchetta | commenti |

Il pasto è un rito fondato sulla presenza. Per dimagrire, non è sufficiente eseguire una dieta. La maggior parte delle persone tende ad eseguire in modo meccanico una serie di attività, convinti che la mera esecuzione sia sufficiente al cambiamento. Ma non è così. Il coefficiente trasformativo sarà la presenza, l'esserci, una componente animica in grado di consegnare sacralità all'evento. Attraverso la lentezza, l’osservazione e l’ascolto si produrrà la presenza. Fate caso a come queste componenti siano rispettate nei culti religiosi. È un cammino simbolico…

 

Mangiare, come camminare, lavorare, ecc., diverranno sempre più incontri profondi con il Sé, coincidendo con un "cammino" di ritorno verso la fonte originaria del proprio essere. È ben diverso dal bere e mangiare per sopravvivere o per semplice ghiottoneria. Camminare con il corpo senza essere presenti con lo spirito non produrrà alcuna sana trasformazione. Con questo atteggiamento non si potranno affrontare imprese tenaci e di lunga durata ma solo "gite" che dopo metà cammino ci riporteranno sui nostri passi. Dovremmo imparare ad avanzare con spirito d'avventura, come se non dovessimo mai far ritorno.

 

Abbiamo bisogno come il pane di dare profondità alla nostra esistenza, di modo che sia più creativa, che abbia un’anima, che sia più misteriosa ed innovativa, che dia brividi! Invece si tende ad essere pesanti e superficiali anziché leggeri e profondi. Atto che il corpo inevitabilmente tradurrà in materia…Il corpo si riempie quando la vita è vuota!

 

Oggi più che mai i nostri cammini di vita hanno il sapore di un'ansiosa fuga dalla realtà, dal grigiore opprimente della civilizzazione dogmatica ed inquinata per ritrovare i colori gioiosi della propria Natura. Tutto ciò che si acquisisce col pensiero razionale è un turbine che schiaccia ed intrappola senza permettere di intraprendere il “viaggio”. Nessuno vuole lasciare la propria dimora, le proprie certezze verso luoghi inesplorati viventi di Sé. Sempre meno immagini o pensieri di leggerezza e passione visitano l'uomo, poiché il bosco che viveva nelle nostre menti è stato devastato e a malapena è rimasto un ramoscello su cui possono posarsi. I nostri alati pensieri si sono fatti pollame, non si librano più in volo.

 

Ma quanto è vicino al bene ciò che è naturale! E si che, se ci pensiamo bene, siamo più attratti dalla natura, dal mondo selvaggio più che dal domestico e da ciò che a scuola ci insegnano. Sarà per questo che tante lezioni scolastiche annoiano e non incidono. Gli animali ed il pensiero, sono molto più affascinanti da selvaggi che addomesticati, non credete?

 

Il corpo umano è una specie di stufa e il cibo è la materia prima che mantiene attiva la combustione nei polmoni. In una temperatura fredda noi mangiamo di più, e a una temperatura più calda, meno. È quasi sinonimo dell'espressione di un "calore vitale". Quando il calore è già presente in noi, scalda a sufficienza e avremo bisogno di meno combustibile esterno. Invece altro calore rappresenterebbe un lusso, una presunta ricchezza che si traduce in accumulo di scorie di cui poi alla fine non sapremmo che uso farne o come liberarcene. E alla fine sarà la dose a fare il veleno.

 

È necessario mantenere il calore vitale naturale mettendoci passione! Nelle nostri estati interne sarà il sole della consapevolezza a fungere da fuoco e molti frutti verranno sufficientemente cotti dai suoi raggi.



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Roberto Lucchetta

Dott. Roberto Lucchetta
Psicologo - Psicoterapeuta - Psicosomatista
Via M. Bertuol, 1
31020 - Frescada di Preganziol (Tv)


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