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03 dicembre 2021

Treviso

"Difendiamo il pane fresco artigianale"

A Palazzo dei Trecento il convegno dei fornai trevigiani, i consumatori: "Più chiarezza sull'etichettatura"

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panificatori

TREVISO - Mentre i panificatori ne rivendicano l’importanza del lavoro artigianale, i consumatori chiedono chiarezza sulle etichette, i nutrizionisti lo sdoganano dalle diete, mettendolo “sul podio” tra gli alimenti che fanno bene alla salute. Il pane, se è sano, fresco e genuino, impastato ogni notte da chi lo sa fare, ed infornato nei forni certificati, è e resta l’alimento principe della dieta mediterranea, ovvero della piramide alimentare, che fa bene alla salute dei consumatori e che fornisce energie.

E’ questa una delle prime, importanti conclusioni della giornata dedicata al pane, a Palazzo dei Trecento, organizzata dal Gruppo Provinciale Panificatori, ed ha radunato medici, biologi, panificatori e consumatori per riflettere sul futuro di questo semplicissimo alimento su cui, da millenni, si è costruita una cultura dell’alimentazione.

Il pane ha ispirato poeti, artisti e scrittori, ma ha anche- come ha ben ricordato lo storico Danilo Gasparini- “supportato le truppe nella Grande Guerra, essendo parte fondamentale del rancio quotidiano”. La conferma della salubrità del pane fresco arriva da Maurizio Fadda, dietista clinico presso l’Azienda Ospedaliera di Torino, uno dei massimi esperti del settore intervenuto al convegno, che ha  affermato  come “il pane fresco, essendo fatto solo con 4 semplicissimi ingredienti, acqua, farina, sale, lievito, per restare fragrante e fresco deve necessariamente contare sulla bontà e qualità delle materie prime. Per questo presenta ottime caratteristiche organolettiche ed, essendo un prodotto fermentato, influenza positivamente il microbioma intestinale ed i picchi glicemici. Oggi sappiamo che l’alterazione del microbioma intestinale è causa di varie malattie neurologiche e degenerative e per questo è fondamentale assumere prodotti sani ed artigianali, fatti con materie prime di qualità e di sicura provenienza”,

Secondo Giuseppina Girlando, responsabile del servizio igiene ed alimenti dell’Usl 2, “il pane è un veicolo di salute: il 40-60% dell’energia che introduciamo con gli alimenti deve essere costituita da carboidrati complessi, una buona quota di fibre può essere introdotta attraverso i cereali, riducendo il sale nel pane si può ridurre l’introito giornaliero di sale con i conseguenti effetti benefici sulla riduzione della pressione arteriosa e gli incidenti cardiovascolari (ictus, infarto). Per questo motivo ormai da anni collaboriamo con il gruppo panificatori nella promozione e diffusione di varie iniziative tra la popolazione del territorio di questa Azienda Ulss, quali pane mezzo sale, merenda sana che vedono il pane come protagonista concreto di promozione della salute”.

Il pane è l’alimento più conosciuto, ma anche il meno etichettato perché, come ha chiesto Francesco Nicoletti, biologo responsabile del settore prevenzione di Federconsumatori- “è ancora l’unico alimento per il quale l’etichettatura è poco regolamentata. Pur facendo distinzione tra prodotto sfuso e confezionato, l’etichetta indica solo la denominazione, l’elenco degli ingredienti, il prezzo e la ragione sociale del venditore, escludendo con ciò tutti i coadiuvanti tecnologici (i cosiddetti miglioratori) ad eccezione degli allergeni. I consumatori chiedono, per questo motivo, più chiarezza e più trasparenza”.

“Forte e deciso l’appello della categoria rivolto alla Politica”, espresso dal presidente dei panificatori Maurizio Porato, “per pane fresco si intende quello impastato e sfornato in giornata, noi vogliamo una legge che consenta di evidenziare la data ed i luogo di produzione e di certificare la provenienza e la tracciabilità degli ingredienti che ogni notte impastiamo ed inforniamo per garantire ai nostri clienti un prodotto genuino. Oggi regna la confusione e nei supermercati il pane surgelato precotto e solo dorato viene venduto come se fosse fresco”.

 



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