28 novembre 2020

Treviso

Depuratore di Carbonera all’avanguardia in Europa per il trattamento delle acque reflue

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Depuratore di Carbonera all’avanguardia in Europa per il trattamento delle acque reflue

CARBONERA - Si è concluso dopo 4 anni il programma europeo di ricerca e sperimentazione Smart-Plant che ha visto coinvolta Alto Trevigiano Servizi in un progetto di innovazione, risparmio energetico e recupero delle risorse nell’impianto di trattamento delle acque reflue di Carbonera. In particolare, il lavoro ha consentito una riduzione del 20 per cento dei consumi energetici e la possibilità di utilizzare il fango prodotto in eccesso come fertilizzante agricolo. Carbonera così diventa una delle capitali europee all’avanguardia nel settore della depurazione. Il progetto sarà esteso gradualmente anche agli altri impianti di trattamento delle acque reflue in gestione ad ATS.  Il progetto di portata europea, coordinato dal professor Francesco Fatone dell’Università politecnica delle Marche, Smart-Plant ha visto la partecipazione, oltre che di Alto Trevigiano Servizi, anche di altri 5 gestori del servizio idrico integrato, 17 piccole, medie e grandi aziende, 7 università e Centri di ricerca nazionali e internazionali. Con un budget di 10 milioni di euro, il progetto ha permesso di operare fattivamente all’interno di cinque impianti di trattamento delle acque reflue municipali e in due impianti di post-elaborazione, fra cui l’impianto di Carbonera, designato come sito italiano di riferimento.

 

È qui che sono stati implementati due dei nove progetti di Smart-Plant, entrambi sviluppati e perfezionati dall’Università politecnica della Marche. Il primo (chiamato Scena – acronimo di Short Cut Enhanced Nutrients Abatement), realizzato in scala reale, ha permesso di trattare fino a 40-50 metri cubi al giorno di acqua di scarto, ricca di inquinanti come azoto e fosforo, ottenendo una riduzione del 20 per cento dei consumi energetici (la tecnologia utilizzata infatti permette di trattare le acque con una soluzione più efficiente dal punto di vista energetico) e una rimozione fino all’80 per cento di azoto e al 70 per cento di fosforo. Il fango prodotto in eccesso, inoltre, può essere reimpiegato come fertilizzante agricolo. Il secondo progetto (chiamato Scepphar – Short Cut Enhanced Phosphorus and PHA Recovery), realizzato in scala pilota, permette il trattamento fino a 5 metri cubi al giorno di acque di ritorno dal trattamento dei fanghi, garantendo una rimozione di azoto fino all’85 per cento. Oltre a questo, il progetto prevede il recupero di fosforo e sostanze base per la produzione di bioplastiche (biopolimeri).

 

“Grazie a questo progetto Carbonera è uno dei centri europei all’avanguardia per quanto riguarda il settore della depurazione – spiega l’amministratore delegato di Ats, Pierpaolo Florian – Ats crede fermamente nella ricerca. I 26 partner europei hanno collaborato attivamente in questi quattro anni, dimostrando di essere in grado di produrre concretamente soluzioni eco-innovative ed efficienti. L’obiettivo raggiunto è di poter innovare gli impianti esistenti di trattamento delle acque reflue urbane, trasformandoli in vere e proprie fabbriche di recupero di nuova materia prima riutilizzabile, chiudendo così la catena dei materiali che altrimenti andrebbero persi”. Gli impianti utilizzati per l’implementazione dei progetti di ricerca sono stati inoltre valutati attraverso l’analisi del ciclo di vita e l’analisi dei costi, studiandone così la fattibilità anche su larga scala. Intenzione di Ats è di unificare tutta l’esperienza acquisita negli anni, ottenuta anche grazie al progetto Smart-Plant e la collaborazione con i suoi partners, estendendo gradualmente le buone pratiche dell’impianto di Carbonera anche agli altri siti di depurazione in gestione all’azienda.

 



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