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04 luglio 2022

Cronaca

Decreto Covid, Draghi: "Interveniamo per salvare vite"

"I provvedimenti di oggi vogliono preservare il buon funzionamento delle strutture ospedaliere e mantenere aperte scuole e attività economiche"

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Decreto Covid, Draghi:

ITALIA - "Interveniamo per salvare vite", "vogliamo frenare la crescita della curva dei contagi e spingere gli italiani che ancora non si sono vaccinati a farlo". Lo ha detto il premier Mario Draghi nel suo intervento introduttivo al Cdm di oggi, che ha varato un decreto legge con le nuove misure di contenimento del Covid, tra cui Super green pass per gli over 50 sul posto di lavoro e obbligo vaccinale per chi ha superato la soglia dei 50 anni ed è senza lavoro. "I provvedimenti di oggi vogliono preservare il buon funzionamento delle strutture ospedaliere e, allo stesso tempo, mantenere aperte le scuole e le attività economiche" ha sottolineato il presidente del Consiglio. "Interveniamo in particolare - ha spiegato - sulle classi di età che sono più a rischio di ospedalizzazione per ridurre la pressione sugli ospedali e salvare vite". "Un Consiglio dei ministri importante che ha approvato all'unanimità norme rilevanti e che crediamo ci possano aiutare nelle prossime settimane a contrastare il virus". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, lasciando Palazzo Chigi al termine del Cdm. "La cosa più importante è l'estensione dell'obbligo vaccinale a tutti i cittadini che hanno sopra i 50 anni - ha evidenziato - sul posto di lavoro verranno controllati con il Super green pass. Il concetto per noi fondamentale è che due terzi dei ricoveri nelle terapie intensive è per non vaccinati e in area medica il 50%" di no vax, "il peso sulle ospedalizzazioni è nell'ambito dei non vaccinati, quindi la scelta che stiamo facendo è restringere il più possibile l'area dei non vaccinati, perché è quella che pesa significativamente sui nostri ospedali. Dobbiamo lavorare per ridurre al massimo le ospedalizzazioni, quello che stiamo facendo con queste norme".

 

IL DECRETO - Dal testo è venuta meno la misura che prevedeva di esibire il passaporto vaccinale rafforzato per accedere a servizi e negozi, dopo l'alzata di scudi in Cdm della Lega. Per andare in banca, dal parrucchiere o dall'estetista o nei centri commerciali sarà comunque necessario il green pass semplice, ovvero l'obbligo - finora non previsto - di essere vaccinati, guariti o in possesso dell'esito di un tampone negativo. Il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi è terminato dopo circa due ore e mezzo.

 

TUTTE LE MISURE - Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che mira a “rallentare” la curva di crescita dei contagi relativi alla pandemia e a fornire maggiore protezione a quelle categorie che sono più esposte e che sono a maggior rischio di ospedalizzazione, spiega Palazzo Chigi.

 

OBBLIGO VACCINO PER OVER 50 - Il testo introduce l’obbligo vaccinale per tutti coloro che hanno compiuto i 50 anni. Per i lavoratori pubblici e privati con 50 anni di età sarà necessario il Green pass rafforzato per l’accesso ai luoghi di lavoro a far data dal 15 febbraio prossimo. Senza limiti di età, l’obbligo vaccinale è esteso al personale universitario così equiparato a quello scolastico.

 

QUANDO IL GREEN PASS BASE - Servizi alla persona, tra gli altri parrucchieri ed estetiste, ma anche pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari e attività commerciali, "fatte salve eccezioni che saranno individuate con atto secondario per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona". Con le nuove misure varate dal governo per accedere a questi servizi sarà necessario il Green pass base, dunque essere vaccinati, guariti dal Covid oppure mostrare l'esito negativo di un tampone. Un'ulteriore stretta per accelerare sulle vaccinazioni.

 

SMART WORKING - Il Consiglio dei ministri, rende noto Palazzo Chigi al termine del Cdm, "è stato informato dal Ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che è stata adottata d’intesa con il ministro del Lavoro una circolare rivolta alle pubbliche amministrazioni e alle imprese private per raccomandare il massimo utilizzo, nelle prossime settimane, della flessibilità prevista dagli accordi contrattuali in tema di lavoro agile".

 

SCUOLA - Cambiano le regole per la gestione dei casi di positività nelle scuole. Per i più piccoli, ovvero per la scuola dell’infanzia, già in presenza di un caso di positività è prevista la sospensione delle attività per una durata di dieci giorni. Alle elementari, invece, con un caso di positività si attiva la sorveglianza con testing. L’attività in classe prosegue effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività (T0), test che sarà ripetuto dopo cinque giorni (T5). In presenza di due o più positivi è prevista, per la classe in cui si verificano i casi di positività, la Dad per la durata di dieci giorni. Per quanto riguarda la scuola secondaria di I e II grado, dunque medie, licei, istituti tecnici etc. etc., fino a un caso di positività nella stessa classe è prevista l’autosorveglianza e con l’uso, in aula, delle mascherine FFP2. Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni, che sono guariti da più di 120 giorni, che non hanno avuto la dose di richiamo. Per tutti gli altri, è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’autosorveglianza e l’utilizzo di mascherine FFP2 in classe. Con tre casi nella stessa classe è prevista la Dad per dieci giorni.

 


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