29 novembre 2020

Montebelluna

Decine di alberi da abbattere a Montebelluna: "Colpa di fognature, sottoservizi e marciapiedi"

La replica del vicesindaco alle critiche per il taglio di decine di alberi in città ma la polemica non si placa

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

via XXX Aprile

MONTEBELLUNA - Il vicesindaco risponde alle critiche per il taglio degli alberi: “Colpa di fognature, sottoservizi e marciapiedi e non di malattie o di capitozzature”. Ma al contempo afferma che avendo più soldi da spendere per il verde si sarebbe potuto fare di più. Intanto le critiche continuano ad arrivare da ogni dove e c’è pure una lettera inviata all’assessore da un cittadino che gli rimprovera un errore grammaticale nel suo comunicato: insomma a Montebelluna questa scelta non sembra convincere ancora molti cittadini.

Me ecco la risposta del vicesindaco Elzo Severin, con delega all’ambiente: “Le polemiche erano prevedibilissime. Spiace che arrivino dopo una commissione consiliare nella quale l’agronomo Corrazzin aveva ben spiegato le cause che hanno fatto ammalare gli alberi… Spieghiamo subito la cosa: questa amministrazione ha fatto un semplice intervento di ordinaria manutenzione con una potature nel 2015. Andando a ritroso risulta che questa amministrazione ha fatto una potatura sui viali e su 10 piante in via Montegrappa, partendo da via Archeson verso Posmon, nel 2015. Nessun intervento è stato fatto in questi anni sui tigli in via XXX Aprile. Su di essi l'ultima potatura è stata eseguita nel 2009 ed è stata abbastanza consistente, anticipata da alcune capitozzature cioè il taglio drastico dei rami nel periodo precedente e quindi non in quello di questa amministrazione”.

Quindi conclude: “Tuttavia né quella, né le altre capitozzature precedenti sono state le cause della malattia degli alberi che sono invece da trovare, come ha ben spiegato agronomo Corrazzin, negli interventi che si sono succeduti nel tempo, nella messa a dimora delle fognature e degli altri sottoservizi nonché dei lavori di sistemazione dei marciapiedi e delle piste ciclopedonali che hanno in parte reciso l’apparato delle radici delle piante dando il via al loro ammaloramento. Un conto è, infatti, piantare un albero in un parco, un altro lungo un viale, compromesso dai sottoservizi. Nessuno di tali interventi è da attribuirsi a questa amministrazione. Qualcuno, in parte, a quello dell’amministrazione Puppato. La verità è che è facile fare demagogia. È molto più difficile assumersi le responsabilità. Non mi risulta che la Puppato abbia mai commissionato uno studio sulla salute degli alberi. Certo, si potrebbe sempre fare di più e di meglio, magari avendo le risorse che, per gli enti locali costantemente vengono ridotte”.

Intanto a Montebelluna non si parla d’altro e sui social c’è pure chi ipotizza si tratti di una scusa per far posto all’arrivo delle antenne 5G o che sia un modo per accontentare chi vive nei palazzi vicini e si lamenta delle fronde. Quanto alle opposizioni va detto che il consigliere Francesco Bortignon dell’Alternativa Giusta ha dichiarato: “È stata una lezione interessante per gli amministratori comunali quella data dal dott. Corrazzin, autore della perizia di stabilità sugli alberi comunali, in Commissione Ambiente lunedì sera. Peccato che sia il Sindaco che l'assessore all'ambiente abbiano lasciato la seduta prima del tempo. Speriamo che i tecnici che dovranno scrivere l'appalto per la ripiantumazione abbiano preso appunti”.

Bortigno che propone di piantare 4 alberi per ogni gigante verde tagliato, riporta quindi i consigli del tecnico: “Riguardo alla ripiantumazione degli alberi ha detto: che andare al risparmio non paga: gli alberi ripiantano devono essere di ottima qualità, visto l'ambiente difficile in cui vivranno; che va indagata la qualità del sottosuolo nella stretta aiuola di via XXX Aprile: ci sono tubi? Macerie? Cemento? Vanno rimossi e sostituiti con terreno fertile; che esistono in commercio molte varietà di tigli, per esempio meno pollonifere delle attuali; che gli alberi vanno seguiti: ha suggerito quindi di imporre nell'appalto che la ditta vincitrice ne curi la manutenzione per almeno due anni, compresa l'irrigazione. Sono proposte di buon senso che auspichiamo l'Amministrazione faccia proprie”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa
Direttore responsabile

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