24 giugno 2021

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De Marchi, dalla Bibanese alla Maglia Rosa

Il "Rosso di Buja" ha vestito la maglia della Bibanese di Giacomo Gava

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De Marchi

GODEGA - Alessandro De Marchi (Israel StartUp Nation), il Rosso di Buja è la nuova maglia rosa del Giro d'Italia numero 104. La quarta tappa a Sestola, il primo arrivo in salita, è andata all'americano Joseph Dombrowski.

Il “Rosso di Buja” è così diventato il “Rosa di Buja”. Si è avventurato in una fuga a lunga gittata che è andata a buon termine. Una giornata passata all’attacco sin dopo la partenza a Reggio Emilia in una tappa da lupi: pioggia vento. In 25 all’attacco, con De Marchi un altro friulano, anche lui ex corridore al Team Friuli, Nicola Venchiariutti. Si è messo in luce anche il trevigiano Andrea Vendrame.
 

Alessandro De Marchi vanta anche un passato da ciclistia in provincia di Treviso. E' stato promosso al professionismo dalla Bibanese – società con la quale ha corso quattro anni - e da élite ha gareggiato con il Cycling Team Friuli.

Subito dopo l'arrivo, ha dichiarato: "Ho iniziato a pensare di provare a prendere la maglia rosa due giorni fa ma non l'ho detto a nessuno. Oggi sapevo di dover attaccare al momento giusto e che non sarebbe stato facile.

Un po' di fortuna ci ha aiutato e adesso eccoci qui, in rosa. Sono senza parole. Questa maglia è il sogno d'infanzia di ogni corridore.

Da quando è partita la fuga ci pensavo, questa cosa mi girava in testa – ha dichiarato De Marchi al Processo alla tappa - alla fine ne sono successe davvero di tutti i colori in questa tappa. Ad un certo punto pensavo di aver perso l’occasione, mi sarebbe spiacuto veder svanire questa possbilità per un mio errore. Invece la vecchia regola di non mollare mai si è confermata ancora valida. La maglia rosa? La considero un picoclo premio per i mille tentativi che ho fatto in undici anni di carriera. Questa maglia la dedico ad Alessandro De Marchi e a sua moglie Anna. Cosa succede a Buja? Adesso non lo so, ma di sicuro so cosa potrà succedere quando torno: è già successo e sarà una bella festa».

E ancora: «Ho iniziato a pedalare a 7 anni, ne ho 35 (il 19 maggio, ndr), sto ripensando ai tantissimi tentativi, ai tantissimi attacchi che ho fatto e che per la maggior parte sono andati male. Sono ancora troppo emozionato per capire bene cosa sta succedendo. In corsa mi sentivo spaesato, adesso mi sento un po' fuori posto. Forse solo stasera quando sarò capirò quello che è successo, piangerò un po' e domani sarò pronto a godermela tutta». Su strada da dilettante ha vinto nel 2007 con la Bibanese Permac Cardin il Trofeo Marlene-Bracciale Cronoman e la terza tappa del Giro del Pesche Nettarine a Cesena. Nel 2008, con il Team Bibanese, si è aggiudicato il Gran Premio Folignano e il Trofeo Città di Conegliano. Nel 2009 passa con il Cycling Team Friuli e vince il Gran Premio Città di Verona e il Giro della Provincia di Biella.

LA CARRIERA DA PROFESSIONISTA
Nel 2010 passa professionista con la Androni come stagista. Nel 2011 passa ufficialmente al team italiano, con cui vince la cronometro a squadre della Settimana Internazionale Coppi e Bartalti e titoli nazionali di inseguimento a squadre 2010, 2011 e 2012 e il titolo di inseguimento individuale nel 2010. Nel 2013 passa alla Cannondale. Nello stesso anno vince l'ultima tappa del Critériun du Dauphiné 2013, la Sisteron-Risoul, dove riesce, dopo un'azione da lontano, a staccare tutti gli altri compagni di fuga.

Al Tour del France 2014, vince per due volte consecutive il numero rosso della combattività (nella 13ª e nella 14ª tappa), aggiudicandosi poi il Premio della Combattività, assegnato al più combattivo di tutto il Tour. Un mese dopo, alla Vuelta di Spagna, vince la settima tappa, arrivando in solitaria al traguardo di Alcaudete, dopo aver staccato i suoi tre compagni di fuga.

Nel 2015 è ancora protagonista alla Vuelta di Spagna dove conquista la quattordicesima tappa precedendo sull'ultima ascesa i suoi compagni di fuga. Torna al successo nel 2018 alla Vuelta di Spagna imponendosi nell'undicesima tappa, arrivando in solitaria sul traguardo di Luintra dopo aver staccato tutti i compagni di fuga. Si impone poi nella stessa stagione anche al Giro dell'Emilia grazie a un'altra azione in solitaria, festeggiando a braccia alzate sul traguardo in cima alla salita del San Luca.

“E' uno che non molla mai, quando pensi che sia finito in corsa ti attacca. E' questa la sua prerogativa – ricorda il suo ex diesse della Bibanese Giacomo Gava – quando correva con noi veniva nel ritiro di Bibano prima delle corse eppoi tornata a Buja dove studiava. Passò a 27 anni al professionismo, ma le sue soddisfazione se l'è prese ugualmente. Questo il coronamento della carriera”.

La maglia rosa ad un friulano-trevigiano (vive a Mareno) non accadeva dalla rosa di Franco Pellizotti, inizio Giro del 2008 (in rosa per quattro giorni), l'anno prima fu Enrico Gasparotto, in rosa per tre giorni.

Sandro Bolognini

 

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