02 aprile 2020

Treviso

Davanti all'ospedale di Treviso vendono “kit anti-coronavirus”: maxi multa da 5mila euro per due venditori abusivi

Fermati giovedì mattina dalla polizia locale

| Isabella Loschi | commenti |

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Davanti all'ospedale di Treviso vendono “kit anti-coronavirus”: maxi multa da 5mila euro per due venditori abusivi

TREVISO - In questi giorni, approfittando della psicosi da coronavirus e dalla scarsa disponibilità di prodotti come mascherine e disinfettante mani, a Treviso c’è chi ne approfitta vendendo abusivamente kit “anti-Coronavirus”.

Questa mattina davanti all’ospedale Cà Foncello di Treviso la polizia locale ha fermato due soggetti nelle vicinanze del nosocomio cittadino intenti a fermare l’utenza per vendete kit di pronto soccorso senza autorizzazione Gli addetti della centrale operativa, mentre controllavano le varie zone della città con il sistema di videosorveglianza si sono concentrati su due persone all’ingresso dell’ospedale. Dalle immagini e da alcune chiamate ricevute da persone transitate per il Ca’ Foncello si è capito chiaramente che fosse in atto un’attività sospetta.

“Abbiamo inviato subito una pattuglia di pronto intervento” - spiega il comandante della Polizia Locale Andrea Gallo. “Gli agenti hanno sorpreso due individui impegnati a vendere dotazioni di pronto soccorso senza alcuna certificazione sulla qualità del prodotto, quindi potenzialmente pericolose, senza alcuna autorizzazione alla vendita e, sulla base delle segnalazioni ricevute, pure kit “anti-Coronavirus” comprensivi di mascherine, nascosti probabilmente altrove”.

Per questo i due soggetti, un 53enne di Napoli e residente a Mondigoro (Bo) e 47enne di Benevento con residenza a Imola, entrambi con precedenti penali per truffa e altri reati contro il patrimonio, è scattata una maxi multa da 5mila euro ed il sequestro di 10 kit. Per loro anche la proposta del foglio di via emesso dal Questore.

L'invito della polizia locale è di prestare particolarmente attenzione in questo periodo, ai soggetti che stazionano fuori dall’ospedale per proporre prodotti o chi arriva direttamente a casa: “Chi delinque non si ferma davanti a nulla. Invitiamo tutti a mantenere alta l'attenzione e a segnalare agli organi di polizia ogni comportamento strano. Nessun infermiere o ispettore viene in casa a fare visite se non richieste utilizzando i canali ufficiali e nessuna mascherina può essere venduta se non nei luoghi autorizzati”.

Negli ultimi giorni, l’emergenza Coronavirus ha scatenato la diffusione di diversi fenomeni illeciti: dopo le segnalazioni anche a Treviso e nella Marca di falsi ispettori che giravano per le case chiedendo di entrare per effettuare analisi con lo scopo vero di sottrarre denaro e preziosi, ecco la vendita dei kit: “Si credono furbi, invece sono soltanto ladri e truffatori che s’inventano fantomatici rimedi per speculare sulle emergenze e sulla preoccupazione della gente”, ha detto il sindaco Mario Conte. “L’attenzione deve restare altissima nei confronti di venditori abusivi e sciacalli che, soprattutto nelle ultime ore, stanno girando per le città: invitiamo i cittadini a continuare a segnalarci situazioni sospette”.

 



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Isabella Loschi

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