07 aprile 2020

Castelfranco

Danni incalcolabili: il tetto è distrutto, il resto dell’hotel allagato

Cause: si pensa ad un cortocircuito, ma non si può ancora escludere nulla

| Matteo Ceron | commenti |

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Danni incalcolabili: il tetto è distrutto, il resto dell’hotel allagato

CASTELFRANCO - L’Hotel Roma, storica realtà di Castelfranco, uno dei punti riferimento per chi viene in città per vacanza, ma soprattutto per lavoro, oltre che da Rino Antonello, proprietario della struttura, attualmente è gestito dai figli Sergio e Marisa.

Sul posto in mattinata erano presenti anche i nipoti di Rino, Gianni e Franco Antonello, titolare di un residence adiacente e papà di Andrea Antonello, il ragazzo autistico diventato famoso per i libri di cui è protagonista insieme allo stesso Franco dati alle stampe in questi anni.  

In mattinata il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Treviso, Nicola Micele, ha incontrato i giornalisti insieme ai titolari per spiegare la situazione. «L’incendio si è propagato lungo la copertura sul tetto e questo ci ha reso particolarmente complicata l’attività di spegnimento, perché, come spesso capita in questi casi, si propaga attraverso materiali di isolamento e coibentazione», ha spiegato.

Oltre a Rino Antonello, l’unica persona finita all’ospedale, ma che comunque, come hanno spiegato i figli sta bene, i vigili del fuoco hanno tratto in salvo anche uno dei clienti, che si era rifugiato sul terrazzo.

«L’abbiamo accompagnato giù, era alloggiato al quarto piano – ha spiegato ancora Micele - . Riguardo i clienti dell’hotel, ci siamo coordinati coi titolari nel corso della notte, oltre che con la Prefettura ed il Comune di Castelfranco per trovare loro una sistemazione, alloggiandoli presso altre strutture».

Al momento è presto per parlare della causa dell’incendio, si pensa ad un cortocircuito, questa almeno sembrerebbe essere la circostanza più probabile, ma non è detto.

«Sulle cause dell’incendio – ha chiuso Micele - consentite di soprassedere, quando avremo completato lo spegnimento faremo tutte le valutazioni del caso e sentiremo a verbale i testimoni. La nostra preoccupazione ora è di spegnere completamente l’incendio ed in particolare la parte della coibentazione che sta facendo  alimentare il fumo».

Le camere al quarto piano sono quattordici, alcune sono andate completamente distrutte, così come certe camere del terzo piano in comunicazione con quelle del quarto. I danni al momento sono incalcolabili, tenuto conto che dove non sono arrivate le fiamme ed il fumo è arrivata l’acqua usata per spegnere il rogo.

(Nelle foto in alto il comandante Nicola Micele, Sergio, Marisa e Franco Antello. Sotto la reception dell'Albergo Roma allagata)

 



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Matteo Ceron

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