Dai pascoli del Cesen al caseificio di Miane

Fattoria Curto: storia di una famiglia di casari

| Sara Armellin |

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MIANE - Affermare che Fattoria Curto sia uno spaccio aziendale di latte e formaggi è quantomeno riduttivo: entrare nella loro latteria - negozio, lungo la strada che da Miane porta verso Combai, significa immergersi nel mondo delle malghe del Cesen, pagina di storia del territorio Veneto che rischia di essere dimenticata se non fosse per la caparbietà, il coraggio, i sacrifici e lo sguardo verso il futuro di famiglie come i Curto.

Perché qui si parla di generazioni di casari che sono riusciti a tramandare passione e arte casearia di padre in figlio. E ogni generazione ha saputo coniugare tradizione e realtà, con investimenti e vero spirito imprenditoriale. Ma andiamo con ordine e partiamo dal bisnonno Carlo, che portava le sue vacche a pascolare sui prati del Cesen nei mesi estivi già dagli anni 30. Del buon formaggio, burro e ricotte ha vissuto anche nonno Michele, tuttora presente in azienda con i suoi 86 anni di ricordi.

E’ stata sua l’idea, insieme al figlio Giancarlo, di aumentare progressivamente il numero delle bovine, tutte di razza bruna, per dare alla famiglia una fonte di reddito più stabile, diversificando anche le modalità di vendita del buon formaggio che, tra malga in altura e stalla in pianura, i Curto erano in grado di produrre 365 giorni all’anno. Oltre alla gestione della Malga Budui dal 1976, nel 1972 i nonni Enrica e Michele hanno aperto l’attività di vendita nella piccola Baita Curto in Pianezze di Valdobbiadene, per deliziare i turisti con i propri prodotti.

Giancarlo di figli poi ne ha fatti ben 4, Riccardo, Giada, Francesco e Matilde: ognuno seguendo le sue doti e inclinazioni, tutti aiutano nella gestione delle diverse attività dell’azienda insieme a mamma Lara, che guida con soddisfazione anche un camioncino per portare i formaggi nei vari mercati settimanali della zona. Decisiva è stata l’intuizione nel 2010 di comprare il vecchio caseificio sociale di Miane, in disuso da decenni. Con molti sacrifici e uno splendido progetto in mano, i Curto lo hanno ristrutturato creando un moderno caseificio e un delizioso punto vendita: un locale accogliente e funzionale, con le celle di affinamento e le vasche di cagliata a vista, un banco di formaggi da leccarsi i baffi e la possibilità di degustare dei taglieri misti seduti su comodi sgabelli con vista colline del Prosecco, patrimonio Unesco.

Non scordiamoci infatti che questo gioiello caseario è nel bel mezzo di un territorio vocato principalmente al Prosecco: il che è un volano per il turismo, che trova nella Fattoria un’offerta genuina a completamento dell’esperienza enogastronomica. Sulla qualità dei formaggi dobbiamo assolutamente dire qualcosa: la produzione è portata avanti dai figli Francesco e Riccardo, entrambi giovani mastri casari freschi di studi ma con anni di esperienza e di dna casaro. Le loro ricette sono un connubio tra tradizione e innovazione, come solo i giovani con radici salde e sguardo attento sanno fare.

Ma soprattutto, si sa, la qualità del formaggio dipende dalla materia prima: e qui parliamo solo ed esclusivamente di latte di proprietà, lavorato principalmente a crudo. Nei mesi estivi, significa latte di alpeggio, con vacche che mangiano le erbe aromatiche e fiori freschi come solo i prati del Cesen sanno donare. Negi altri 9 mesi, ci si “accontenta” della stalla 4.0 di Follina, la cui gestione è oggetto di studio dell’ARAV e dell’Università di Padova per gli standard elevatissimi di benessere animale.

Le bovine accedono liberamente alla mungitrice, che le riconosce tramite microchip e le munge nel quantitativo fisiologico adatto al loro benessere; il foraggio è selezionatissimo e non scordiamo che tutte le 100 bovine possono contare su 3 mesi di vacanza nei pascoli delle Prealpi Trevigiane. Latte genuino e lavorazione artigianale: il risultato lo potete assaggiare nel punto vendita di Miane.

Dai sapori sapidi e stagionati del Curto Vecchio a latte crudo, a quelli avvolgenti e cremosi del Morlacco. Molto particolari la Caciotta al Prosecco DOC e il formaggio affinato nel fieno dei loro migliori pascoli, per non parlare di tutti gli yogurt freschi che mescolano gusti tradizionali ad abbinamenti più innovativi. Una tappa obbligata per chi è di passaggio o in gita fuoriporta sulle nostre colline patrimonio Unesco.

 



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Sara Armellin

 

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