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05 dicembre 2022

Montebelluna

Cyber attacchi anche alle aziende della Marca che hanno rapporti commerciali con l'Ucraina

Dopo il caso della Metalmont di Revine Lago, interviene Paola Bergamo, presidente del Centro Studi MB2: "Un problema di cui la politica si deve occupare subito".

| Margherita Zaniol |

| Margherita Zaniol |

Paola Bergamo

MONTEBELLUNA - Negli ultimi giorni stiamo assistendo ad un'impennata di segnalazioni di attacchi hacker che non risparmiano il Veneto. Dopo Eni, GSE, Ferrovie dello Stato, Sanità Veneta, Ministero della Transizione ecologica tocca anche alle aziende della Marca Trevigiana. L’ultimo attacco è quello ai danni della Metalmont di Revine Lago, azienda a forte vocazione verso l’export (l’Ucraina il suo principale mercato), tra le eccellenze nella progettazione e produzione di macchine e sistemi per la meccanizzazione degli impianti di stoccaggio dei cereali. Sull'argomento, interviene Paola Bergamo, presidente del centro studi MB2 di Montebelluna: "Nel recente Convegno tenutosi a Montebelluna il 18 settembre, dal titolo “Il rilancio dell’Italia tra Repubblicanesimo ed Europeismo” avevo posto l’accento, sulla necessità di correre ai ripari perché il problema della Cybersecurity è emergenza che afferisce alla sicurezza nazionale e siamo tutti potenziali bersagli, sia come individui che come collettivo."

Il pericolo, ormai, sembra essere davvero invasivo.
"Le persone pensano, ingenuamente, di essere al sicuro con gli antivirus installati nei propri apparati ma il cyber crime riesce a superare ogni barriera ed opera al fine di sottrarre informazioni : finora sono stati rubati e hackerati ben 533 milioni di numeri di telefono degli iscritti a Facebook e sostituite milioni di identità, e non certo solo quelle di persone comuni: addirittura Obama, Gates, Musk e Zuckemberg su Twitter ne hanno fatto le spese". "E’ quindi fondamentale proteggere i nostri dati che ci definiscono cittadini consumatori, elettori, produttori e lavoratori. - prosegue Bergamo - Siamo ad oggi esposti ad un potere incontrollabile e criminale. La Cybersecurity non è solo un comparto industriale con ben 3000 aziende, ma un tema trasversale a tutte le attività produttive e innovative e coinvolge tutti i settori merceologici oltre quello militare."

Ma come mai questo aumento esponenziale?
"Secondo il Clusit gli attacchi informatici verso l’Europa sono aumentati nel 2021 del 20% e il costo dei danni prodotti dal cybercrime a livello globale supera i 6 trilioni di dollari! La gang del ramsomware continuano ad attaccare l’Italia colpendo grandi e piccole realtà con la conseguenza che alcune aziende hanno persino dovuto cessare l’attività. Un danno enorme che non ha risparmiato nemmeno grosse realtà come Luxottica".

Come possiamo difenderci?
"Non è facile scoprire chi c’è dietro i Cybercriminali che dirigono la loro attenzione dove ci sono profitti da fare rubando dati e vendendoli al miglior offerente . A questi si aggiungono gli Hacker militari che cercano altri tipi di informazioni da esfiltrare e a volte le due “direttrici” si intersecano. Senza sicurezza cibernetica non è possibile alcuna innovazione tecnologica o sociale. Secondo Trend Micro l’80% percento delle aziende italiane si ritiene esposta ad attacchi ransomware e nel web si è appena scoperta una campagna attiva di criptominer che riproduce Google Translate e altri software che infettano i Pc. E noi sappiamo che tutto è governato da Pc nella nostra società, compresa la stessa erogazione di energia".

Lei cosa propone?
"Ho più volte segnalato, anche durante la campagna elettorale appena conclusa, che questo è un problema che deve essere messo al centro della politica e con urgenza tanto più noi procediamo alla digitalizzazione della società. E’ perciò fondamentale presidiare il Cyberspazio che è collegato non solo all'economia ma alla stessa democrazia con la creazione di una struttura di assistenza e monitoraggio al servizio delle organizzazioni industriali per difendere sia il territorio Veneto che quello Nazionale".
 

 



Margherita Zaniol

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