22 giugno 2021

Benessere

Cucina: ecco come sono cambiate le abitudini degli italiani ai tempi del Coronavirus

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Cucina: ecco come sono cambiate le abitudini degli italiani ai tempi del Coronavirus

Sempre più creativi, salutari e perfezionisti: è questo il ritratto degli italiani in cucina in tempi di pandemia, secondo un sondaggio condotto nelle scorse settimane da Fly Research per Mastercard.

 

Lo studio, che ha messo in evidenza le abitudini alimentari dell’era covid-19, svela che nell’ultimo anno, complici anche le restrizioni, il 68% degli intervistati ha perfezionato le proprie doti culinarie, mentre il 71% ha preferito concentrarsi sulla sperimentazione di nuove ricette, per assaporare trend gastronomici innovativi.

 

Il dato che sorprende, però, è che il 57% del campione ha ammesso di essersi attenuto a un’alimentazione prevalentemente sana, con l’intento di portare in tavola piatti salutari, ma allo stesso tempo ricchi di gusto.

 

Del resto, come sottolinea anche Anita Borriello, esperta di cucina di Buttalapasta.it, l’attenzione per il cibo sano sempre più spesso va di pari passo con il sapore: consumare cibi salutari, infatti, non è assolutamente sinonimo di privazioni, anzi, il più delle volte, grazie a frutta, verdura e yogurt, è possibile concedersi qualche piccolo peccato di gola, anche senza sensi di colpa.

 

Ed è proprio questa una delle tendenze alimentari più gettonata dai consumatori in era covid: secondo un sondaggio del CREA, i vari lockdown e la volontà di aderire a uno stile di vita healthy hanno di fatto causato un incremento di preferenze nei confronti di alcuni alimenti sani, determinando un +29% nel consumo di frutta, un +33% del consumo di verdura e un +21% nell’utilizzo di olio extra vergine di oliva.

 

Covid e alimentazione: il comfort food protagonista in cucina

Tra le nuove abitudini in cucina, si distingue quella del comfort food, in linea a un bisogno emozionale che nasce nel profondo e spinge gli italiani a cercare conforto nei sapori della propria infanzia.

 

Spazio alle ricette della tradizione, dunque, spesso rivisitate o reinterpretate secondo nuove contaminazioni, altre volte assaporate in tutta la loro purezza per concedersi un vero e proprio viaggio nei ricordi.

 

Nella lunga lista dei cibi di conforto più consumati nell’ultimo anno, spiccano soprattutto le pietanze salate, con la pasta alla carbonara e le lasagne alla bolognese al primo e al terzo posto, rispettivamente come piatti preferiti dal 50,5% e dal 43% degli italiani. Un primato spezzato solo dal tiramisù, che con il 34,1% delle preferenze, oltre a occupare il secondo posto della classifica, è il solo dolce a piazzarsi nella top ten dello studio di Fly Research.

 

Tuttavia, il dato che risalta è che, nella classifica, a spiccare è soprattutto sua maestà la pasta: oltre alle già citate due posizioni di rilievo occupate dalla carbonara e dalle lasagne, a un passo dal podio si distinguono infatti i cannelloni, con il 33,6% delle preferenze, la pasta con i fagioli, al 33%, e i rigatoni al forno, preferiti dal 26,9% degli intervistati.

 

Anche le successive due posizioni sono occupate da primi piatti – pastina e spaghetti al ragù – mentre bisogna giungere alla nona e alla decima posizione per trovare rispettivamente un piatto a base di uova e uno a base di carne.

 

Vecchi piatti, nuove abitudini

Un altro dato piuttosto significativo determinato dalla pandemia e messo in evidenza dal report The Future of Food di Future Brand è quello relativo al cambiamento, da intendersi non come una rivoluzione dei gusti, ma come una modifica delle proprie abitudini.

 

L’ampia disponibilità di tempo ha determinato, infatti, una vera e propria inversione di tendenze, spingendo moltissimi italiani a preparare nuovamente a mano quei piatti della tradizione che, fino a qualche tempo prima, si preferiva acquistare.

 

È il caso dei prodotti lievitati, con il pane e la pizza in testa, e della pasta fatta in casa, che nel primo lockdown hanno fatto lievitare le vendite della farina fino a far registrare un +80%.

 

A influenzare le preparazioni home made, anche una filiera più corta degli ingredienti, che si inserisce nel costante bisogno di comfort food, ma attraverso un approccio più consapevole alle materie prime.

 

 


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