05 dicembre 2020

Lavoro

I CRITERI PER I RISTORI ALLE IMPRESE SONO EQUI?

Discussioni in corso tra professionisti e imprenditori

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I CRITERI PER I RISTORI ALLE IMPRESE SONO EQUI?

LAVORO - La domanda che più mi sono sentito fare nel corso del 2020, e che continuano a farmi in questa seconda ondata di Covid-19 è: può reggere questa situazione la mia azienda? Tento di rispondere con un esempio e, per renderlo semplice, lo faccio confrontando due negozi che, hanno gli stessi ricavi ma vendono prodotti diversi, il negozio ALFA e il negozio BETA.

Il negozio ALFA nel 2019, come si può vedere nella tabella 1), ha incassato (al netto di IVA) €uro 800.000, con un costo del venduto per le merci pari a €uro 320.000. Ha applicato una maggiorazione del 150% sulla merce che acquista per la rivendita. Se acquista un prodotto a €uro 100 lo rivende a €uro 250. Il negozio ha però dei costi fissi alti perché si trova in zona centrale, paga un affitto di 120.000 €uro annui ed ha cinque dipendenti il cui costo è di 150.000 €uro annui, ed ha altri costi fissi per 130.000 €uro. Ha chiuso il 2019 con un reddito operativo (EBIT), ossia prima di oneri finanziari e imposte, di €uro 80.000.

Il negozio BETA nel 2019, come si può vedere nella tabella 2), ha incassato (al netto di IVA) €uro 800.000, con un costo del venduto per le merci pari a €uro 640.000. Ha applicato una maggiorazione del 25% sulla merce che acquista per la rivendita. Se acquista un prodotto a €uro 100 lo rivende a €uro 125. Il negozio ha dei costi fissi non elevati, paga un affitto di 24.000 €uro annui e ha un dipendente il cui costo è di 30.000 €uro annui, e altri costi fissi per 46.000 €uro annui. Ha chiuso il 2019 con un (EBIT) reddito operativo, ossia prima di oneri finanziari e imposte, di €uro 60.000.

Il Covid-19, come sappiamo, ha sconvolto le imprese per il 2020 e staremo a vedere come impatterà anche nel 2021 e 2022. Tornando all’esempio dei due negozi, sulla base dei dati consuntivi al 30 settembre 2020 e sulle prospettive per l’ultimo trimestre, si è simulato l’impatto economico del Covid e dei lockdown per l’esercizio 2020. Per i due negozi si è simulato per il 2020 lo stesso calo di fatturato del 30% dovuto alle chiusure e restrizioni. I risultati si possono vedere sempre nella tabella 1) per il negozio ALFA e nella tabella 2) per il negozio BETA. La cosa che balza all’occhio è che il negozio ALFA, chiude con una perdita di €uro 64.000, ipotizzando di non avere chiesto sia la cassa integrazione per i dipendenti, sia un ristoro per l’impresa. Il negozio BETA invece chiude con un reddito operativo di €uro 12.000, sempre ipotizzando di non avere chiesto cassa integrazione e ristori per l’impresa.

L’impatto finanziario, di cui forse ne parlerò in un prossimo articolo, non dovrebbe essere così forte visto che, generalmente, nei negozi si incassa al momento della vendita e si pagano i fornitori in modo dilazionato. Sotto il profilo economico, la cosa che balza agli occhi è il diverso impatto che ha il calo dei ricavi sull’utile. Entrambi hanno ricavi per 800.000 €uro ed hanno entrambi un calo degli stessi nel il 2020 del 30%. Come si spiega questa diversità? Lo spiega l’incidenza dei costi variabili (ossia il costo della merce venduta) che, per ALFA è pari all’80% dei ricavi, e per BETA al 40%, e il volume dei costi fissi (per ALFA 400.000 €uro e per BETA 100.000 €uro), che non variano al variare dei ricavi.

Questo esempio ha lo scopo di portare l’attenzione su due aspetti, il primo riguarda la gestione dell’impresa. Se si tengono aggiornati e monitorati i dati e si guarda avanti, si può capire se l’azienda riesce a reggere e per quanto. Per il quanto bisognerebbe analizzare anche la parte dei flussi finanziari, che qui non è stata presa in considerazione. Il secondo aspetto riguarda i ristori dello stato a fronte dei cali di fatturato (ricavi), che è la domanda del titolo “sono equi?”

L’esempio è stato costruito proprio per far riflettere sul parametro scelto che è quello del calo del fatturato. Con questo metodo c’è sicuramente chi viene danneggiato rispetto ad altri e considera i ristori non sufficienti per i danni subiti, chi invece viene privilegiato con ristori che possono andare oltre le perdite. Viene da chiedersi se fosse stato meglio pensare a parametri diversi per calcolare i ristori, ma è altrettanto vero, che c’era e c’è tutt’ora fretta per i problemi finanziari delle imprese.

Bisogna però essere onesti nel dire che i problemi finanziari di una impresa, se non per casi eccezionali, si manifestano quanto non viene prodotto reddito e, spesso, l’imprenditore cerca di imputarli a fattori esogeni, invece di avere il coraggio di ammettere che è la sua gestione cha ha portato l’azienda alla crisi finanziaria.

di Claudio Bottos
(Consulente del lavoro e di direzione strategica aziendale)

 

 

 


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