23 febbraio 2020

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Crisi, artigiano muore suicida

Il corpo di Antonio Brunoro trovato impiccato a un albero

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Crisi, artigiano muore suicida

VALDOBBIADENE - Il corpo di Antonio Brunoro, 61 anni, di Valdobbiadene è stato recuperato dal Soccorso Alpino ieri mattina, giovedì. La scomparsa dell'uomo, che si è tolto la vita, era stata segnalata dai famigliari mercoledì sera. Preoccupata per Antonio, la sorella Antonia che si occupava dell'uomo. Questo viveva da solo, e non si era mai sposato. Aveva dedicato la vita al lavoro. Un lavoro che non c'era più

 

Giovedì mattina i carabinieri hanno trovato la sua auto, una Fiat Panda,  all'altezza del terzo tornante della strada che sale a Pianezze, per poi trovare il corpo tra la vegetazione, impiccato a un albero. Poiché la salma era all'interno del bosco, un soccorritore è intervenuto per aiutare un sanitario del Suem, sopraggiunto con l'auto medica, e il personale del carro funebre a trasportare il corpo fino alla strada.

 

L'uomo era titolare di una ditta che realizzava cartongesso e da tempo soffriva di depressione a causa della mancanza di lavoro. Si era dato da fare per 40 anni, ma negli ultimi tempi la crisi ha avuto il sopravvento sulla sua buona volontà. Negli ultimi sei mesi, nessuna commessa. Niente soldi, niente dignità.

 

Antonio era molto conosciuto in zona. Gran lavoratore, socievole, frequentava i soliti locali in cui trovava gli amici. Ultimamente, passava anche giornate intere al bar. E tentava la fortuna: schedine del superenalotto e Gratta e vinci sono state trovate sul sedile della sua auto. Ma la fortuna non arrivava. E il lavoro che disperatamente cercava nemmeno. La sua allegria di sempre, piano piano, svaniva. Se ne erano accorti gli amici, che lo vedevano sempre più chiuso, e la sorella Antonia, con cui l'uomo si confidava e a cui aveva lanciato chiari segnali delle sue intenzioni.

 

Intenzioni che ha portato a compimento mercoledì. Antonio, dopo aver bevuto un caffè in un bar che erano solito frequentare, ha salutato i presenti. E' salito in auto e si è diretto sulla strada per Pianezze. Al terzo tornante, ha posteggiato la Panda, è sceso e si è inoltrato nella vegetazione. Dove ha deciso di farla finita, mettendosi un cappio al collo. Quella, per lui, era l'unica via d'uscita. Senza lavoro, senza speranza e senza stimoli, per Antonio non aveva senso vivere.

 

 

 

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