28 ottobre 2020

Nord-Est

Crisanti punge Zaia: "Non si tratta di fare ordinanze più severe, ma di fare tamponi"

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andrea crisanti

"Non si tratta di fare ordinanze più severe o meno, ma di capire l'origine dei focolai e applicare le misure per spegnerli. La ricetta ce l'abbiamo: fare il tampone a tutti i contatti, amici, parenti e vicini. Non ci sono altre ipotesi. Ci sono disposizioni ministeriali per chi disattende le misure di quarantena. Zaia dice che non basta la multa di mille euro? Sarebbe interessante cominciare a farle, le multe".

 

Così Radio Capital il professor Andrea Crisanti, docente di microbiologia all'Università di Padova, in merito alla decisione del presidente del Veneto, Luca Zaia, della nuova ordinanza per inasprire le regole.

 

"Zaia si avvale in questo momento di due esperti: uno che coordina tutti i laboratori di microbiologia del Veneto, e l'altro che è il suo virologo di fiducia. Entrambi hanno firmato la lettera di Zangrillo che dice che il virus non ci sta più, e ora improvvisamente lo riscopre?" continua Crisanti.

 

Quanto ad una seconda ondata in autunno, secondo Crisanti, "il peggioramento della situazione va visto in termini prospettici; se ci sono dei focolai e questi focolai si può identificarli ed eliminarli, siamo nella normalità. L'Italia non è una bolla, nel mondo ieri ci sono stati 215mila casi. La realtà sarà caratterizzata da continui focolai, bisogna non farseli sfuggire di mano".

 


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