23 novembre 2020

Castelfranco

Crisanti nella Marca: “I 10 giorni d’incubazione rendono inutili i nuovi test sul sangue".

Il professore ha evitato polemiche e provocazioni - VIDEO e immagini

| Maria Elena Tonin |

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Crisanti nella Marca: “I 10 giorni d’incubazione rendono inutili i nuovi test sul sangue

PIEVE DEL GRAPPA - Atteso e sala gremita. In centinaia ad attendere non solo il personaggio ma l'uomo, Andrea Crisanti, per avere indicazioni utili per la vita quotidiana e la ripresa delle "normali" attività della vita di tutti i giorni. Accanto ai tanti dati che il microbiologo di fama internazionale ha sciorinato, in modo veloce ma attento che il "suo" pubblico capisse, ci sono state le domande dei tanti presenti che ben esprimono i dubbi del cittadino comune di fronte a quanto è stata ed è ancora l'emergenza sanitaria.  Il professor Crisanti ha tenuto una lectio magistralis, in occasione dell'apertura dell'anno accademico dell'Università popolare dell'età libera dell'asolano, fondata da Flavia Simonetto, oggi all'interno del circuito Auser, che quest'anno non solo non chiude i battenti ma alza l'asticella e rilancia un programma ricco di proposte e festeggia il suo 25°compleanno, tornando a Pieve del Grappa, coincidenza vuole, in quello che fu, negli anni del primo dopoguerra, un sanatorio della spagnola.

 

"Anche chi è asintomatico, ha la stessa carica infettiva e può trasmettere il virus in modo pesante: per chi invece ha contratto la malattia e per fortuna e guarito, le conseguenze che rimangono sono collegate alla qualità della malattia sviluppata." ha detto Crisanti "ogni strategia pondera costi e benefici, ma noi adesso non possiamo quantificare i costi della sospensione delle quarantene. I benefici sì, si conoscono, sono immediati ma i risultati a lungo termine? Il controllo della trasmissione del virus parte dall'identificazione dei soggetti, operazione complessa e non sufficiente: serve il distanziamento sociale e l'uso dei dispositivi di protezione personale, come le mascherine.

 

Una fotografia puntuale di quanto successo in questi mesi, partendo da quel piccolo paese, Vò, di cui Crisanti nemmeno sospettava l'esistenza prima di febbraio e incrociando dati attraverso schemi matematici: un'istantanea che si evolve e con essa le nostre strategie. Per Crisanti, non si può ancora abbassare la guardia, perché a livello mondiale, il contagio non ha ancora raggiunto il picco. "Oggi sono stati registrati 280mila nuovi casi, ieri erano 230mila " ha detto Crisanti "le politiche di azione del Veneto non possono prescindere da quanto sta succedendo a livello mondiale." Se il primo caso italiano di covid è stato "catalogato" il 4 febbraio, nelle prime due settimane dello stesso mese si registrano moltissimi casi di polmoniti non certificati come Covid ma sospetti. "I primi studi ci hanno detto che cosa sarebbe successo se quel 2% di popolazione non fosse stato isolato: ogni giorno avremmo avuto un aumento del 4% della popolazione coinvolta, che si sarebbe fermato al raggiungimento del 80% della popolazione."

 

Oggi il sistema è fragile. Se la Cina, macchina da guerra con 10milioni di tamponi al giorno, capace di mobilitare e concentrare le risorse nei punti nevralgici. L'Italia è in grado di fare 100mila tamponi al giorno, di cui 30mila al giorno per i sanitari ed ha una politica di controllo basata sulla rete di relazioni: con l'aumento delle positività i tamponi necessari a circoscrivere in modo adeguato il covid dovrebbero essere almeno 150mila al giorno. Il virus è in grado di rimanere sulle superfici anche 5 giorni, vi è un tempo di incubazione del contagio di 10 giorni che rende pressoché inutili i nuovi test sul sangue e nello stesso tempo mette in crisi il sistema, capace di affrontare "solo i piccoli numeri".

 

Oggi per fortuna siamo ancora distanti dalla soglia dei 20mila contagi al giorno, che vorrebbe dire la paralisi del sistema economico e sanitario, ma Crisanti non ha esitato a mettere in guardia dal peggiore degli scenari, perché di fatto, sebbene in campo medico molti sono i progressi fatti a livello di cura, la strada per arrivare al vaccino è ancora lunga.. Mediamente arrivare ad un vaccino efficace, ci volgliono almeno 5 anni: unica eccezione, il vaccino dell'Ebola, 3 anni e mezzo. Inutile per il covid anche la vacinazione antinfluenzale, se non per il fatto che circoscrive il numero dei sospetti. "Covid ed influenza sono completamente diversi" ha detto Crisanti "la vacinazione ci permette di circoscrivere i malati: ogni anno si ammalano di influenza 60 milioni di bambini, circa 70mila al giorno: immaginiamo le risorse che dirottano in false positività."

 

 

Immuni, l'app contestata, per ora ha solo un valore di supporto a quanto si sta facendo: riuscirebbe a circoscrivere gli infettati solo se se fosse usata da almeno il 80% della popolazione, un traguardo ancora molto lontano da raggiungere, dato che ci attestiamo ad un misero 10 %. Infine non è mancato un riferimento allo showbusiness che ruota attorno ai virologi. Se qualche collega o politico si sta costruendo la carriera, il  microbiologo non si è lasciato coinvolgere in nessuna polemica, ma ha semplicemente concluso la sua lectio con un messaggio rivolto a tutti, negazionisti compresi, con cui bisogna dialogare: "Ho notato comunque con piacere, che anche a Roma molti indossavano le mascherine" ha scherzato Crisanti per poi concludere: "Non giudico i singoli, ma il fenomeno si: se fossimo in gran Bretagna sa che la scienza è utile perché da risposte alla vita comune. Non mi scandalilzza la diversità di opinioni. Mettere in discussione le conclusioni fa parte dell'evoluzione della scienza, ma bisogna avere l'umiltà di riconoscere che spesso gli altri hanno ragione. E avere il coraggio di staccarsi quando i fatti sono filtrati da interessi a da agende."

 


 

 


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Maria Elena Tonin

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