29 luglio 2021

Cronaca

Covid: Zaia, riaperture? “Sulle regole decidono i tecnici”

“Bisogna svuotare ospedali. Aspetto l'ok per comprare lo Sputnik”

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Luca Zaia

VENETO - Sulle aperture, "basta giocare ai guelfi e ai ghibellini. Con responsabilità, Matteo ha spiegato che si riapre solo se ci sono le condizioni sanitarie. In pratica, se gli ospedali sono più vuoti che pieni. Nell'ultimo Dpcm di Draghi è scritto che saremo in zona rossa fino al 30 aprile, salvo la verifica dei parametri. Esattamente quel che dice Salvini". Lo dice il governatore del Veneto, Luca Zaia, intervistato da 'La Stampa'.

 

Cosa riaprire prima, osserva, "devono dirlo i tecnici. Dobbiamo usare il buon senso fra aperture e regole evitando che passi il concetto che il virus non esista più. Però ora i vaccini ci sono, il che vuole dire che prima combattevamo all'arma bianca, adesso con le armi intelligenti".

 

Ma per funzionare le cose, aggiunge, "ci vorrebbero più vaccini. In Israele, nel Regno Unito e in Usa ne sono arrivati abbastanza, da noi no" e la colpa è "dell'Europa. Mi sembra chiaro che chi ha preso gli accordi con i produttori non è mai andato a comprare il pane e il latte. Bisognava mandare a trattare qualcuno come Marchionne, non dei burocrati". Zaia conferma che comprerebbe lo Sputnik, "se fosse autorizzato dall'Ema". "Siamo vittime di un retaggio culturale per cui se qualcosa arriva da Est e non da Ovest è una fregatura", osserva.

 

E a chi dice che le Regioni hanno fallito, replica: "Se questa vicenda fosse stata gestita senza le Regioni, avremmo vissuto un disastro peggiore". E aggiunge: "La vaccinazione è un processo industriale che si gestisce sul campo, non mandando email dal ministero. Chi vuole centralizzare ha una visione anacronistica, medievale dello Stato".

 


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