29 novembre 2020

Politica

Covid, Zaia: “Al momento più contagi di marzo, ma il 96,5% dei positivi è asintomatico”

Zaia prevede la didattica mista nelle scuole e poi ammette inadeguatezze nel trasporto pubblico

| Roberto Silvestrin |

immagine dell'autore

| Roberto Silvestrin |

Covid, Zaia: “Al momento più contagi di marzo, ma il 96,5% dei positivi è asintomatico”

FOTO - immagine di repertorio

 

VENETO - “Oggi abbiamo più positivi al giorno rispetto a marzo”: lo si è scoperto oggi, grazie ai dati diffusi dal presidente Luca Zaia, che ha mostrato i grafici con le “curve” dei contagi, dei decessi e dei ricoveri. “La curva dei positivi a marzo è più bassa dei positivi che quotidianamente abbiamo in questo momento”, ha rivelato il presidente. Questo perché a febbraio e marzo, nel picco della pandemia, si arrivava a numeri compresi tra i 400 e i 600 contagi giornalieri. Oggi invece sono di più, oltre 500 al giorno, con il picco registrato nelle ultime 24 ore, che fa segnare un aumento di 704 positivi e altri 7 decessi. Una linea rossa che attualmente registra più contagi “di tutta la storia del Covid” in Veneto.

 

La novità, fortunatamente, è che la “massa dei ricoveri non segue la tendenza della linea dei positivi”, perché - su 8138 persone attualmente positive in Veneto - solo il 3, 52% presenta i sintomi del Covid-19. C’è un 96,48% di asintomatici che consente di parlare, parole del presidente, di un “nuovo stereotipo di Covid, con i cittadini che si infettano ma senza sintomi”. Zaia del resto lo ha ammesso: “Troviamo tanti più positivi perché facciamo più test”. I dati di marzo risentono inevitabilmente, quindi, del minor numero di tamponi eseguiti. Nonostante le cifre incoraggianti, però, “in ospedale sentiamo la pressione. Nei reparti di malattie infettive, nelle pneumologie, nelle sub intensive”, ha detto Zaia durante il l’aggiornamento fornito nella sede della Protezione civile di Marghera.

 

Ad oggi in Veneto si contano 396 ricoverati, nelle terapie intensive 47, due in più nelle ultime 24 ore. “Se la situazione resta così, non siamo in emergenza sanitaria a livello ospedaliero”, ha chiarito Zaia. Il problema è il carattere endemico del virus, con il conseguente rischio di collasso per gli ospedali. “Il problema è che la sanità viene messa sottosopra - ha spiegato il presidente -. Se chiudiamo gli ospedali per i pazienti Covid le emergenze non si possono più fare”. Per questo Zaia è tornato più volte sull’appello ad indossare la mascherina, anche quando si vanno a trovare parenti e amici. Lo ha detto chiaro e tondo: “La situazione oggi è sopportabile, quella di domani non lo so. Dipende dalla mascherina”.

 

Zaia ha ammesso che l’inquietudine, diffusa tra i colleghi presidenti di regione, riguarda proprio il collasso del sistema sanitario. Per ora, visti i numeri, il Veneto non rischia né lockdown né provvedimenti drastici come la chiusura delle scuole, decisa invece in Campania. I numeri dei contagi da Covid nelle scuole, anzi, non spaventano in Veneto: 388 in tutto i casi registrati, lo 0,08% della popolazione scolastica veneta. Nonostante questo, Zaia è sicuro che con il tempo si arriverà ad una didattica mista, una parte in presenza e una parte a distanza. E il trasporto pubblico? “C’è una buona parte dove non c’è pressione, ma altre dove c’è una pressione umana non a norma”, ha ammesso il presidente.

 


| modificato il:

foto dell'autore

Roberto Silvestrin

Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×