05 dicembre 2020

Esteri

Covid, rientro a scuola? Sì, lo dice uno studio

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Covid, rientro a scuola? Sì, lo dice uno studio

Scuole aperte? Sì. Uno studio condotto da Science sui Paesi in cui le lezioni hanno ripreso già a inizi di giugno dimostrerebbe che i benefici della riapertura sono maggiori dei rischi a cui gli studenti (e le rispettive famiglie) andrebbero incontro, come riferisce notizie.it. In una lettera aperta firmata da più di 1.500 membri del “Royal College of Paediatrics and Child Health”, pediatri ed educatori del Regno Unito hanno scritto: “Continuare a tenere chiuse le scuole lascerebbe segni indelebili a un’intera generazione”. La didattica virtuale, infatti, ha ben compensato all’assenza dai banchi di scuola, ma non può esere paragonata alle lezioni in presenza. La scelta delle lezioni online, inoltre, ha costretto molti genitori a lasciare il lavoro, con un danno economico non irrilevante. Così in 20 Paesi le scuole le hanno riaperte ai primi di giugno. A Taiwan, in Nicaragua e in Svezia, invece, non le hanno mai chiuse. Ogni nazione sembra decidere per sé e Science ha voluto chiarire la situazione. Così ha realizzato uno studio sulla riaperture delle scuole di Sud Africa, Finlandia e Israele.

 

Stando a quanto emerso dalle rilevazioni condotte, è raro che i bambini vengano infettati e, ancora più difficile, che i più piccoli contagino i familiari. Nonostante la ripresa delle scuole comporti qualche rischio, Otto Helve, infettivologo pediatra della Finlandia, ha studiato a fondo il problema. Così ha voluto mettere in chiaro: “Tutti quelli che hanno riaperto hanno potuto constatare che i benefici sono molto maggiori dei rischi“. Gli studiosi di Science hanno così voluto porsi delle domande che rispecchierebbero i dubbi di molti genitori, italiani e non solo. A tal proposito hanno chiarito che i bambini piccoli si possono infettare ma non sembrano essere contagiosi. Lo dimostrerebbe l’Istituto Pasteur in sei scuole elementari. I ragazzi delle superiori invece 3 volte su 10 hanno gli anticorpi. Questo significa che sono venuti in contatto col virus. Insegnanti e membri dello staff pare abbiano anticorpi rispettivamente 4 e 6 volte su 10. Il timore più grande è che la riapertura delle scuole possa comportare un incremento dei contagi. Dalle rilevazioni emerse grazie allo studio di Science, sembrerebbe che ragazzi e adulti hanno più possibilità di contrarre il virus, ma fortunatamente in forma lieve. È importante anche che i bambini tornino a giocare, correre e divertirsi insieme, favorendo gli spazi aperti. Con la riapertura delle scuole, gli studenti dovranno indossare la mascherina? I ragazzi, più e meno grandi, faticano a portare la mascherina, che tuttavia è lo strumento ideale per contenere i rischi di contagio. Se qualche alunno dovesse risultare positivo, si effettueranno tamponi a tutte le persone che hanno avuto contatti con il paziente malato e si organizzerà la quarantena per i positivi e per i loro contatti. Tali considerazioni, tuttavia, non sono frutto di studi precisi e convincenti. La risposta alla domanda su che cosa si dovrebbe fare quando qualcuno risulta positivo pare ci possa essere solo una volta conclusi gli studi attualmente in corso in Germania e nel Regno Unito, stati che hanno affrontato il problema in modo sistematico.

 



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