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30 novembre 2021

Esteri

Covid, Oms: "Altri 100.000 morti entro 8 agosto"

Il dg Tedros al Cio: "Nessuno di noi è al sicuro finché non lo siamo tutti"

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Covid, Oms:

MONDO - “Più di 100.000 persone moriranno per il covid entro l’8 agosto”. E’ un passaggio dell’intervento del direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, alla 138esima sessione del Comitato olimpico internazionale (Cio). “Quando finirà questa pandemia? La pandemia è una prova. E il mondo sta fallendo. Sono morte più di 4 milioni di persone e altre continuano a morire. Già quest'anno il numero dei morti è più del doppio del totale dell'anno scorso. Mentre faccio queste osservazioni, più di 100 persone perderanno la vita a causa del Covid-19. E quando la fiamma olimpica si spegnerà, l'8 agosto, moriranno più di 100.000 persone. Milioni di sopravvissuti continuano a soffrire delle conseguenze sulla salute a lungo termine del Covid, su cui stiamo ancora studiando”.

 

"A 19 mesi dall'inizio della pandemia e a 7 mesi dall'approvazione dei primi vaccini, siamo ora nelle prime fasi di un'altra ondata di infezioni e morti. Questo è tragico. Come può essere? I vaccini non erano pensati per spegnere la pandemia? Sì, e nei paesi con il maggior numero di vaccini” le dosi “stanno contribuendo a farlo. Ma se getti acqua solo su una parte di un incendio infernale, il resto continuerà a bruciare. E le fiamme possono dare vita ad un incendio ancora più violento da qualche altra parte. La minaccia non è finita da nessuna parte finché non è finita ovunque. Chiunque pensi che la pandemia sia finita perché dove vive è finita, vive nel paradiso degli sciocchi”.

 

“Il 75% dei vaccini è stato somministrato in soli 10 paesi. Nei paesi a basso reddito, solo l'1% delle persone ha ricevuto almeno una dose, rispetto a più della metà delle persone nei paesi ad alto reddito. Alcuni dei paesi più ricchi stanno ora parlando di una terza dose di richiamo per le loro popolazioni, mentre gli operatori sanitari, gli anziani e altri gruppi fragili nel resto del mondo continuano a farne a meno”, afferma. “L'incapacità globale di condividere vaccini, test e cure, compreso l'ossigeno, sta alimentando una pandemia a doppio binario: i ricchi si stanno aprendo, mentre i non abbienti si stanno chiudendo. Questo non è solo un oltraggio morale; è anche controproducente dal punto di vista epidemiologico ed economico. Più a lungo persiste questa discrepanza, più a lungo si trascinerà la pandemia, e così anche le turbolenze sociali ed economiche legate ad essa. Maggiore è la trasmissione del virus, più varianti emergeranno con il potenziale per essere ancora più pericolose della variante Delta che sta causando tale devastazione ora. E più varianti circolano, maggiore è la probabilità che una di esse sfugga ai vaccini e ci riporti tutti al punto di partenza. Nessuno di noi è al sicuro finché non lo siamo tutti”, afferma ancora.

 



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