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29 maggio 2022

Cronaca

Covid, incinta e non vaccinata: muore a 28 anni, il neonato è salvo

La giovane è deceduta al Policlinico Umberto I

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Covid, incinta e non vaccinata: muore a 28 anni, il neonato è salvo

ITALIA - Una donna di 28 anni incinta, non vaccinata contro Covid-19, è morta al Policlinico Umberto I di Roma. Il neonato è stato salvato. "Durante le fasi della degenza si è tentato di tutto per salvare la vita della giovane, compresa la terapia intensiva in Ecmo (tecnica di circolazione extra-corporea) - sottolinea in una nota l'Unità di crisi Covid della Regione Lazio - E’ stato possibile far partorire il neonato prematuro, che ora è estubato e stabile. Ricordiamo l’assoluta importanza di vaccinarsi anche in gravidanza. Formuliamo ai famigliari della giovane donna le più sentite condoglianze".

 

LA NOTA - "E' deceduta nella notte tra il 20 e 21 gennaio la donna di 28 anni in stato di gravidanza colpita da polmonite Covid. La paziente, alla 31esima settimana e 2 giorni di gestazione, aveva cominciato ad avere sintomi in data 29 dicembre 2021. In data 7 gennaio si è recata presso il pronto soccorso ostetrico per difficoltà respiratorie. Al monitoraggio fetale di ingresso non risultava nessuna problematica da correlare allo stato di gravidanza, ma veniva evidenziata all'ecografia polmonare una importante polmonite bilaterale Covid confermata da test molecolare", spiega il Policlinico ricostruendo il caso in una nota della direzione. "Le condizioni cliniche della paziente - si legge - dimostravano una grave insufficienza respiratoria", tanto da essere portata "subito in reparto Covid e sottoposta a terapia con casco Cpap con il 100% di ossigeno. Per il perdurare dello stato clinico la paziente veniva trasferita in area sub-intensiva a gestione rianimatoria. Il monitoraggio continuo del feto, eseguito dai ginecologi, non dimostrava condizioni patologiche fetali. Il 13 gennaio si è registrato" però "un repentino e drastico peggioramento delle condizioni cliniche della paziente, che è stata sottoposta immediatamente a parto cesareo d'urgenza e a successivo trasferimento in terapia intensiva Covid per essere ventilata meccanicamente. Il bambino, nato il 13 gennaio di 1,8 chilogrammi, è stato ricoverato in terapia intensiva neonatale e, dopo un iniziale distress respiratorio, è ora in condizioni cliniche buone e non necessita di supporto ventilatorio". "Il 15 gennaio, visto il continuo peggioramento dell' insufficienza respiratoria della paziente - riporta ancora l'Umberto I - per la donna è stato deciso l'avvio del trattamento di ossigenazione extracorporea (Ecmo). Nei giorni seguenti non si è assistito a nessun miglioramento delle condizioni cliniche della paziente, che sono invece progressivamente peggiorate fino al decesso avvenuto ore 4 della notte tra il 20 e il 21 gennaio".

 



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