15 gennaio 2021

Mogliano

Covid-hotel, i lavoratori di Villa Fiorita: "A disposizione ma chiediamo formazione e sicurezza"

"Per noi è una duplice opportunità: riprendere in parte l’attività lavorativa e mettersi al servizio della comunità"

| Isabella Loschi |

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villa fiorita

MONASTIER - Gli oltre 40 lavoratori del Park Hotel Villa Fiorita pronti a prestare servizio nella struttura che diventerà a breve Covid-hotel per la Provincia di Treviso, a patto che prima ci sia una adeguata formazione. A riferirlo sono gli stessi lavoratori, tramite le Rsa, con una lettera aperta indirizzata a Villa Fiorita e a tutta la comunità.

“Per i lavoratori del Park Hotel Villa Fiorita di Monastier, attualmente in fondo di integrazione salariale dall’inizio della crisi epidemiologica, la notizia della candidatura dell’albergo a convertirsi temporaneamente in hotel Covid, rappresenta la duplice opportunità di riprendere in parte l’attività lavorativa e di mettersi al servizio della comunità in un momento così critico e delicato per gli ospedali della Marca, messi fortemente sotto pressione da questa nuova ondata di contagi – si legge nella lettera - Noi vogliamo essere al servizio della comunità e offrire la nostra professionalità. Quello che chiediamo sono l’adeguata formazione e la sicurezza, e di essere coinvolti in prima persona – continuano le Rsa interne – Non possiamo essere esclusi in questa fase dalla discussione sul futuro della struttura.

"Non ci è stato chiesto nulla - dicono - . Viviamo anche noi con ansia e allo stesso tempo con la speranza di riprendere l’attività. Siamo a disposizione, come sempre. Abbiamo ricevuto una lettera di rassicurazioni dall’azienda all’inizio della pandemia. A oggi però purtroppo non sappiamo quali siano le prospettive di ripresa. È una struttura con grandi potenzialità sia per l’ospitalità sia per la ristorazione, che desideriamo vengano sfruttate al meglio”.

“Le organizzazioni sindacali, già dallo scorso autunno, ancor prima della pandemia, chiedevano all’azienda garanzie di continuità occupazionale e progetti di rilancio della struttura – aggiungono Nicole Chirici della Filcams Cgil e Patrizia Manca della Fisascat Cisl– Le parti sociali vanno coinvolte in tutto il processo di potenziale temporaneo utilizzo della struttura per l’ospitalità covid, mettendo al centro salute, sicurezza e lavoro. Non si può pensare di tagliare fuori i lavoratori che sono parte integrante e fondamentale dell’attività. Dobbiamo valorizzare le professionalità e costruire percorsi di aggiornamento e formazione continua, evitando in questa fase di stallo di disperdere l’esperienza professionale di personale già molto qualificato”.

 


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