05 maggio 2021

Treviso

Covid: dopo l’emergenza una famiglia su due risente della situazione economica

Il 71% è insoddisfatto delle misure prese per il rientro a scuola

| Isabella Loschi |

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famiglia

TREVISO - La pandemia di Covid-19 e i mesi di isolamento hanno messo a nudo la fragilità del nostro sistema sociale, economico e sanitario ma ha anche evidenziato la forza dei legami fondamentali. In primis quelli familiari. Se da un lato oltre il 70% delle famiglie dichiarano problemi economici come uno dei principali problemi del periodo post lockdown e in vista del futuro, dall’altro la convivenza forzata ha inciso positivamente nei rapporti famigliari.

Questa la fotografia emersa dall’indagine sull’Incidenza dell’emergenza coronavirus sulle famiglie, resa nota dal Centro della Famiglia di Treviso, presentata dal Forum delle Associazioni Famigliari. Il lavoro rappresenta un problema anche in vista del futuro per una famiglia su due, seguiti poi dalla mancanza di servizi (34%) che non aiuta la gestione dei figli in assenza della scuola  e la salute mentale (27%). Il bombardamento mediatico (57%) e la situazione finanziaria (42%) sono le due principali fonti di stress per le famiglie insieme alla vita sociale (39%). E la paura di rischio contagio è meno stressante che le misure di contenimento.

 Ma il lockdown ha lasciato anche qualcosa di buono. La convivenza forzata infatti ha inciso sulla qualità delle relazioni sia per le coppi che nei nuclei famigliari con figli. Per il 31% delle coppie la coabitazione è stata positiva, soprattuto per quanto riguarda la collaborazione domestica (40%) e il dialogo (35%). Per una famiglia su due con l’isolamento ha migliorato il rapporto con i propri figli. Questo però non significa che le aspettative verso il futuro siano rosee: per la maggioranza del campione infatti, rispetto al futuro, si prevedono solo peggioramenti sui livelli di reddito, sul mantenimento del lavoro, sull’aumento delle povertà.

 “I dati dell'indagine ci raccontano di famiglie che, malgrado l'estrema difficoltà, hanno dimostrato resilienza, capacità problem solving, senso di responsabilità – spiega Adriano Bordignon del Centro della Famiglia – Nel lungo periodo però, queste competenze rischiano di consumarsi se la politica, l'impresa e la società civile non riconoscono il ruolo sociale delle famiglie e non le sostengono in modo strutturale. Le famiglie non vogliono assistenzialismo ma pretendono di essere messe nelle condizioni di svolgere al meglio i loro compiti per il bene dei loro figli e della società”.

Sulle misure prese dal Governo per superare la crisi coronavirus, c’è tiepida accoglienza soprattuto per quanto riguarda la gestione della scuola prioritaria la ripresa per una famiglia su due ma il 71% delle famiglie è insoddisfatto delle misure prese per il ritorno in classe.  

 



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Isabella Loschi

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