05 maggio 2021

Nord-Est

Covid, dati stabili in Veneto. Ma preoccupano le varianti

I decessi sono 42 in più

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covid veneto

VENETO - Risale dopo il fine settimana il numero dei nuovi contagi giornalieri da Coronavirus in Veneto, attestandosi sulla media delle ultime settimane: sono 638 i casi registrati in 24 ore, con il totale da inizio pandemia a 322.354 malati. I decessi sono 42 in più, con il totale a 9.551. Prosegue comunque la discesa dei dati clinici, con 1.382 ricoverati nei reparti non critici (-51) e 136 pazienti nelle terapie intensive (-12). E' il grafico di queste ultime - con un crollo verticale in un mese e mezzo - a mostrare che la fase acuta della pressione ospedaliera da Covid in Veneto è per adesso alle spalle. Dal picco di 401 letti occupati da pazienti positivi del 31 dicembre scorso si è passati ai 91 delle ore 11.00 di oggi. La situazione non permette comunque di essere al sicuro da un eventuale aumento dell'epidemia in regione, ma il presidente Luca Zaia continua a dimostrarsi scettico rispetto alle richieste di lockdown giunte negli ultimi giorni a livello nazionale, e continua a predicare prudenza.

 

"Rispettare le tre regole mascherine, distanziamento, igiene delle lavarsi le mani - ha ribadito oggi - se le seguissimo si avrebbe un effetto migliore del lockdown. Quindi bisogna mettersi d'impegno, fino in fondo per difendere questa simil-libertà che oggi abbiamo. Ne verremo fuori, ma l'appello è fare massima attenzione"."Il bilancio - ha precisato - lo faremo a fine febbraio, inizio marzo, e guarderemo per prima i ricoveri, che oggi non stanno aumentando, e poi le terapie intensive e la mortalità. Siamo però preoccupati per il tema delle varianti, che noi abbiamo sollevato per primi in Italia, perchè se la quantità e la qualità delle infezioni è legata ad esse si capisce quale sarà il livello del 'volo' che potremmo fare".

 

Sul fronte dei contatti per l'acquisto sul mercato dei vaccini, per i quali in veneto sono giunte in particolare due proposte per 27 milioni di dosi, Zaia ha riferito oggi di aver parlato con il Commissario Arcuri "il quale ha chiesto, per una verifica fino in fondo, se i vaccini corrispondono a quanto scritto nel contratto. Ventisette milioni di dosi, divise in due blocchi di 12 e 15 milioni, da due distinti intermediari. Una Regione, un Paese non si può girare dall'altra parte. Non abbiamo fatto questa operazione per far politica. Ci sono 5 milioni di veneti che, potenzialmente, potrebbero chiedere di essere vaccinati. Quindi li vogliano per tutti. E' chiaro che se questa dote di vaccino entra in Italia il Veneto deve avere la sua parte. Ho l' impressione che da qui ad un mese il mercato sarà molto più rimpinguato di vaccini - ha concluso - di quanto non lo sia oggi".

 


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