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06 dicembre 2021

Cronaca

Covid-19 in Iraq: Save the Children denuncia la diffusione della variante inglese anche tra i bambini

L’Organizzazione chiede sostegno urgente per aumentare l'accesso ai dispositivi di protezione nelle scuole e imporre le regole di allontanamento sociale e di uso della mascherina.

| Ilaria Frare |

| Ilaria Frare |

Covid 19 Iraq

IRAQ - Secondo il Ministero della Salute iracheno, migliaia di casi sono stati registrati tra i bambini da quando la scoperta della variante in Iraq è stata annunciata ufficialmente il 15 febbraio. Secondo i dati OMS analizzati da Save the Children, il numero di minori sotto i 10 anni, a cui è stata diagnosticata la malattia, è passato dagli 11.699 casi dell'11 marzo ai 13.546 del 24 marzo, con un aumento del 15,7%. Nonostante non ci sia ancora una risposta certa, gli scienziati avevano già avvertito che ci sarebbe stata la possibilità che la nuova variante si trasmettesse a tutte le età.

I medici iracheni temono inoltre che molti pazienti contagiati non vengono portati in ospedale o si affidano a diagnosi in cliniche e farmacie, dove non vengono registrati ufficialmente: “Abbiamo visto una percentuale più alta rispetto al passato di piccoli con il virus nei centri di assistenza sanitaria di base e negli ospedali pediatrici. Temiamo che molti di loro possano contrarre il virus senza avere accesso a test adeguati o isolamento, con il rischio di diffonderlo tra i loro amici e familiari più anziani" ha dichiarato il dottor Taha Abdulmawjoud di Ninawa, che collabora con Save the Children.

Il Ministero della Salute iracheno ha affermato che il virus si sta diffondendo rapidamente nei villaggi e nelle città. Save the Children chiede sostegno urgente per aumentare l'accesso ai dispositivi di protezione, fornire kit di disinfezione e igiene alle scuole e imporre le regole di allontanamento sociale e di uso della mascherina. “Siamo preoccupati che la nuova variante inizi a diffondersi inosservata tra i bambini. Potrebbe essere una questione di tempo prima che il sistema sanitario iracheno venga sopraffatto" ha dichiarato Ishtiaq Mannan, Direttore di Save the Children in Iraq.

L’organizzazione chiede inoltre che il Ministero della Salute si impegni a dare la priorità alla vaccinazione degli operatori sanitari impegnati in prima linea e di altri gruppi prioritari, seguiti tra gli altri dagli insegnanti, nonché da coloro che sono in contatto diretto con i bambini. Dall'inizio della pandemia in Iraq, Save the Children si è impegnata affinché anche nelle comunità più piccole, nelle scuole e tra i bambini si comprendesse appieno l’importanza fondamentale delle misure di prevenzione, organizzando sessioni di sensibilizzazione sulla distanza sociale e sull' indossare sempre le mascherine, fornendo inoltre dispositivi di protezione individuale al personale scolastico.

 

 



Ilaria Frare

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