09 agosto 2020

Conegliano

La Corte d’Appello di Trieste chiede a Electrolux di ritirare il licenziamento di Breda

Una vicenda che riguarda un lavoratore e rappresentante sindacale dello stabilimento di Susegana

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Electrolux Susegana

SUSEGANA – Nuovi sviluppi sulla vicenda che riguarda l’operaio e rappresentante sindacale Fiom Electrolux di Susegana Augustin Breda: giovedì 24 giugno si è tenuto la prima udienza avanti la Corte d’Appello di Trieste del processo tra multinazionale Electrolux e il lavoratore Breda. A rendere note le ultime novità il pool di avvocati Giacomo Summa di Roma, Marta Barbara Gasparini e Alessandro Capuzzo di Padova, difensori di Breda.

“La vicenda risale al licenziamento in tronco attuato dalla casa svedese per un presunto uso illegittimo della legge 104, licenziamento ritenuto ritorsivo dal Tribunale del Lavoro di Pordenone sia nella fase sommaria che di merito e in cui ha ordinato la reintegra immediata al lavoro di Breda, un anno dopo il licenziamenti – dichiarano i legali di Breda -. Ora a tre anni dal licenziamento è iniziata la fase di appello avanti la Corte d'Appello di Trieste. Il Collegio di Magistrati ha esordito, sorprendendo tutti, proponendo a Electrolux una conciliazione tra le parti con annullamento del licenziamento da parte della multinazionale, la trasformazione della massima sanzione in un provvedimento disciplinare e il pagamento delle spettanze per il periodo dal licenziamento alla reintegra del lavoratore. Proposta apparentemente finalizzata a chiudere il contenzioso senza ulteriore condanna dell'azienda per licenziamento ritorsivo. Una soluzione non proprio salomonica, che permetterebbe di porre fine a una causa che ha avuto alta risonanza mediatica e ha causato una forte tensione sindacale. Gli operai dell'Electrolux di Susegana hanno attuato oltre 35 ore di sciopero con manifestazioni e tensioni al tempo dell'accaduto, a difesa del loro rappresentante”.

Relativamente alla proposta il pool di avvocati Giacomo Summa di Roma, Marta Barbara Gasparini e Alessandro Capuzzo di Padova, che difendono Breda hanno fatto sapere che la proposta deve essere attentamente valutata visto l’autorevolezza della provenienza, ritenendo nell'interesse generale chiudere quanto prima la vicenda con la essenziale garanzia che il lavoratore resti al suo posto di lavoro.

“Lo stesso Augustin Breda – aggiungono i legali -, subito dopo la sentenza di primo grado aveva sollecitato la direzione aziendale a trovare una composizione che chiudesse la amara vicenda, che l'aveva visto suo malgrado protagonista e oggi conferma e dichiara che "prima si chiude meglio è", ma ovviamente è imprescindibile il lavoro ripreso dopo la reintegra. Per l'appunto ciò che propone la Corte a Electrolux. Il Presidente del collegio giudicante ha rinviato al 24 settembre la prossima udienza. Data entro la quale Electrolux dovrà dire se accetta o meno la proposta. Sempre giovedì 24 alla Corte di Appello di Venezia c'è stata la prima udienza sul ricorso presentato contro Electrolux sull'art. 28 attività antisindacale dalla FIOM Treviso sul caso Breda, dove la corte si è riservata, prendendo tempo”.

 


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