07 aprile 2020

Montebelluna

Corso Mazzini pedonale, esposto in sovrintendenza

Lo ha presentato Giorgio Bedin di Ecologia e Progresso: «Bene storico culturale?»

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Corso Mazzini pedonale, esposto in sovrintendenza

MONTEBELLUNA – Un esposto alla sovrintendenza presentato da Giorgio Bedin di Ecologia e Progresso sulla pedonalizzazione di corso Mazzini. Può essere considerato un bene storico e culturale? In virtù di questo, era necessario un parere della sovrintendenza per effettuare la pedonalizzazione? Queste in sostanza le domande poste da Bedin.

«Al di là di molte perplessità su diversi fronti e aspetti espresse sia da semplici cittadini sia da molti operatori economici e culturali, sono a chiedermi se la materia di cui alla seguente relazione non sia anche di interesse di Codesta Spett.le Soprintendenza – scrive Bedin -. Nessun documento procedurale di “legittimazione” dell’operato dell’Amministrazione Comunale riporta infatti, la consultazione ed un parere dell’Ufficio in indirizzo». Dopo aver illustrato i motivi per cui, in base all’importanza storica rivestita dal corso, forse era necessario un parente della sovrintendenza, Bedin sottolinea che «esso merita, proprio per le sue caratteristiche di svolgimento di ricche e riconosciute funzioni storiche consolidate, di poter assurgere a “cosa immobile con valore di Bene Culturale”».

 

«Se ciò viene accettato, questo storico, ben marcato e individuabile bene culturale – osserva - non può non ricadere far quelli richiamati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42), segnatamente all’art. 2 comma 2 e all’art. 10 comma 1.

Ora, come ben riportato nel citato Codice, segnatamente all’art. 20, comma 1, “i beni culturali non possono essere adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico.....”. Proseguendo nella valutazione, il Codice stabilisce che “l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali è subordinata ad autorizzazione del soprintendente”, art. 21 comma 4».

 

Arriva quindi alla domanda relativa allo stravolgimento attuato dal Comune. «Senza inoltrarsi oltre nell’analisi – chiude - ci si chiede, a questo punto, se il cambiamento di destinazione del tratto centrale del Corso Mazzini perpetrato dal mese di ottobre scorso da parte dell’Amministrazione Comunale di Montebelluna, riducendo fortemente le sue importanti funzioni  più sopra descritte, per ricavarne un’area prettamente pedonale (definita “pedonalizzazione”) e due aree a prevalente funzione di parcheggio, per un totale di circa 180 metri, abbia avuto autorizzazione ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, art. 22 e successivi».

 

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