01 dicembre 2020

Treviso

Corso di laurea in medicina a Treviso, il Governo impugna la legge

Il Veneto ricorrerà contro l'impugnazione

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medicina treviso

TREVISO - La Regione Veneto ricorrerà contro l'impugnazione da parte del Governo della legge che aveva istituito un intero corso di laurea in medicina a Treviso.

 

"Noi andiamo comunque avanti e difenderemo la nostra legge" ha detto il governatore Luca Zaia, dopo aver appreso dell'impugnazione.

 

"Siamo pronti a scendere in campo con i nostri uffici e i nostri giuristi - conclude Zaia - per ribadire nelle sedi opportune la giustezza della scelta e la correttezza dell'iter".

 

"Ormai è palese che qualcuno, a Roma, ha preso di mira il Veneto e quelle Regioni che, nel pieno rispetto della legge e delle competenze, creano opportunità per i rispettivi territori": così il sindaco di Treviso Mario Conte ha commentato la decisione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, di impugnare la legge regionale del Veneto recante l’attivazione, da parte dell'Università degli studi di Padova, del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Treviso.

 

"Sosterremo la Regione e il Presidente Luca Zaia nel far valere, in tutte le sedi, i contenuti della legge regionale e la correttezza dell’iter - continua il sindaco -. Rallentare o addirittura cercare di negare ad un intero comprensorio un polo universitario d’eccellenza, che si traduce poi in medicina e cure che peraltro hanno permesso, recentemente, di contenere l’emergenza sanitaria ci sembra una presa di posizione quantomeno discutibile".

 

"Siamo profondamente stupiti e delusi dall’impugnazione annunciata – afferma Rosario Rizzuto, Rettore dell’Università di Padova –. L’attivazione del corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Treviso risponde ad una precisa volontà del Ministero dell’Università e della Ricerca, che ha chiesto in questi anni agli atenei di aumentare i numeri relativi alla formazione di nuovi medici. Oltretutto stiamo parlando di un progetto che ha già ottenuto l’accreditamento formale della sede proprio dallo stesso Ministero. L’efficace collaborazione fra Università e Regioni su questo obiettivo non appare certo violare le competenze statali, ma anzi sostiene un importante impegno a favore dei futuri medici e del sistema sanitario, un impegno la cui importanza è risultata evidente anche nella recente emergenza dovuta alla pandemia Covid-19".

 


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