15 agosto 2020

Nord-Est

Coronavirus, Zaia: "Attenzione ai virus che arrivano dall'estero, sono più aggressivi "

Zaia ha dato incarico ai direttori generali delle Ulss di fare tamponi diffusi nelle comunità straniere presenti in Veneto

| Roberto Silvestrin |

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LUCA ZAIA

Il virus che torna “da fuori”, sembra essere questo il problema attuale – e più urgente – per il Veneto. Lo ha ribadito oggi il Governatore Luca Zaia, dicendo che “la situazione in Veneto è stabile, sotto controllo. Ci preoccupano i ceppi dei virus portati da fuori, dai paesi esteri".

 

Il motivo? Gli ultimi focolai in regione sono di cittadini arrivati dall'estero, mentre il ceppo “regionale” del virus ha una carica virale in calo.

 

“Per questo - ha aggiunto Zaia - è stato intensificato il controllo". E così gli sforzi e le fatiche del lockdown rischiano di essere – almeno parzialmente – vanificati dal rientro del virus da fuori regione. Già la scorsa settimana l’ordinanza firmata dal ministro della salute Roberto Speranza ha bloccato gli ingressi in Italia per chi arriva da paesi a rischio Covid. Oggi invece Zaia ha dichiarato che “bisogna intensificare i controlli da chi viene dal Benin, Serbia, Kosovo, Moldavia, Bangladesh, Congo, paesi dai quali sono arrivate persone che sono risultate poi infette".

 

"Bisogna che l'Oms – ha detto il Governatore - indichi quali sono i Paesi che hanno problemi, lo ribadiamo da tempo". E c’è un dato tutt’altro che benaugurante, ovvero l'abbassamento dell'età media: in Veneto c'è infatti il caso di una mamma di 23 anni del Camerun con il bimbo di 6, due gemellini di 4 anni e la loro mamma, tutti infettati. E poi c’è il caso del virus proveniente dalla Serbia, che è stato fatto sequenziare: "Nei quattro tamponi effettuati è emerso che la carica virale era molto elevata, i virus sono identici tra loro e appartenenti al cluster dei virus isolati in Serbia, ben diversi dai quelli finora isolati in Veneto e in Italia”, ha spiegato il presidente.

 

Il fatto è che il virus che arriva dall’estero è potenzialmente più pericoloso. “Bisogna fare particolare attenzione ai virus che arrivano dall'estero, perché hanno una virulenza maggiore, sono più aggressivi e hanno una mutazione", ha spiegato Zaia, che ha dato incarico ai direttori generali delle Ulss di fare tamponi diffusi nelle comunità straniere presenti in Veneto.

 

“Tutte le Ulss sono a disposizione per fare i test, non è una questione di ghettizzazione o di carta di identità ma di sicurezza, e molte comunità straniere, come quelle bengalesi e le kosovare, lo hanno capito, e si sono subito messe a disposizione – ha chiarito il presidente -. D'altra parte è quanto avvenuto nei mesi scorsi con i veneti, e i test diffusi sulla popolazione residente nella nostra regione". Intanto la situazione della pandemia, a livello mondiale, rimane preoccupante.

 

E’ stato proprio l’Oms a lanciare un nuovo allarme, perché il Coronavirus continua a propagarsi. In 24 ore è stato registrato un nuovo record con 230.370 nuovi contagi. L'aumento più rilevante dei casi è stato registrato ancora negli Stati Uniti, in Brasile, India e Sudafrica. Anche il Messico preoccupa. Un dato in più – come se ne mancassero – per ripensare la questione degli spostamenti e dei confini.

 



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Roberto Silvestrin

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