19 settembre 2020

Treviso

Coronavirus, si allarga il focolaio nell'azienda dell'hinterland trevigiano: 18 positivi

Dall’indagine epidemiologica è emerso che nel cluster aziendale avevano lavorato – fino al 29 luglio – dieci migranti ospiti dell’ex Caserma Serena di Casier

| Roberto Silvestrin |

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Coronavirus, si allarga il focolaio nell'azienda dell'hinterland trevigiano: 18 positivi

Si allarga il focolaio “scoperto” nella ditta di un comune dell’hinterland trevigiano. Ci sono infatti tre nuovi casi, che vanno ad aggiungersi ai 15 già riscontrati e che fanno salire il numero dei lavoratori contagiati a 18.

 

Lo ha reso noto l’Ulss 2, nel report diffuso poco prima delle 14. Il bollettino di ieri aveva evidenziato 12 nuove positività nell’azienda, dopo le prime tre registrate nei giorni scorsi.

 

Oggi si sono aggiunti altri tre contagi, per un totale – appunto – di 18. Ma non è tutto, perché l’azienda sanitaria ha riscontrato anche altri due casi “indirettamente afferenti al cluster”: si tratta di familiari di un dipendente positivo. Inoltre, dall’indagine epidemiologica avviata dal Sisp (Servizio di Igiene e sanità pubblica) è emerso che nel cluster aziendale, in cui ad oggi sono stati trovati positivi in 18, avevano lavorato – fino al 29 luglio – dieci migranti ospiti dell’ex Caserma Serena di Casier.

 

Centro di accoglienza dove fino a ieri risultavano positivi – questi i dati diffusi un giorno fa dall’Ulss 2 dopo l’incontro in Prefettura – 246 richiedenti asilo su un totale di 293 ospiti. Ed ora si intensifica lo screening nell’azienda: dopo i primi 40 tamponi effettuati l’altro ieri sui contatti più diretti dei primi tre positivi, verranno fatti, domani, altri 70 tamponi su magazzinieri e autisti della ditta.

 

E non è finita qui. In totale, in provincia di Treviso, sono 12 i nuovi casi divulgati oggi dall’azienda sanitaria: oltre ai 5 casi legati – direttamente e indirettamente – al focolaio dell’azienda, infatti, ci sono altri 7 contagiati.

 

Tre sono conviventi di una donna, rientrata da Barcellona, attualmente ricoverata in rianimazione. Gli altri sono casi cosiddetti “singoli”: uno, sintomatico, è il contatto di una persona ricoverata nel reparto di Malattie Infettive. Un altro, asintomatico, è un contatto di un paziente residente fuori dal territorio dell’Ulss 2. Un terzo, sempre con i sintomi, non risulta contatto di casi noti. L’ultimo è invece un dipendente di un'altra ditta in cui lavoravano ospiti dell’ex Caserma Serena.

 


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Roberto Silvestrin

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