23 settembre 2020

Esteri

Coronavirus, Pechino: "Wuhan all’inizio non ci ha detto tutto"

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Coronavirus, Pechino:

Le autorità della città cinese di Wuhan, dove è stato segnalato per la prima volta il nuovo coronavirus, avrebbero occultato i dettagli chiave sull'entità dell'epidemia iniziale. E' quanto sostiene Zhong Nanshan, pneumologo a capo del gruppo di esperti consiglieri del governo cinese sull’epidemia di coronavirus. "Le autorità locali non volevano dire la verità in quel momento", ha detto Zhong alla Cnn. "All'inizio hanno taciuto, e poi ho detto che probabilmente abbiamo un numero maggiore di persone infette".

 

hong ha dichiarato di essere diventato sospettoso quando il numero di casi segnalati ufficialmente a Wuhan è rimasto a 41 per più di 10 giorni, nonostante l'aumento dei contagi all'estero. "Non credevo a quel risultato, quindi ho continuato a chiedere di fornirmi il numero reale". "Suppongo che siano stati molto riluttanti a rispondere alla mia domanda", ha detto.

 

A Pechino, due giorni dopo, il 20 gennaio, gli fu detto che il numero totale di casi a Wuhan era di 198 persone, con tre decessi e 13 operatori sanitari infetti. In un incontro con funzionari del governo centrale, tra cui il premier cinese Li Keqiang, lo stesso giorno, ha proposto di bloccare Wuhan per contenere la diffusione del virus. La mossa è stata senza precedenti. Il governo centrale ha posto il blocco di Wuhan il 23 gennaio, cancellando tutti i voli, i treni e gli autobus dentro e fuori la città e bloccando i principali ingressi delle autostrade.

 

Secondo Nanshan, la Cina deve ancora affrontare la "grande sfida" di una potenziale seconda ondata di infezioni da Covid-19. Ormai la vita in Cina sta lentamente tornando alla normalità. I blocchi sono diminuiti, mentre scuole e fabbriche sono state riaperte in tutto il paese. Ma di recente le autorità di Wuhan hanno avviato test a tappeto sui residenti, dopo i nuovi casi emersi all'inizio di questo mese. Ebbene, per Zhong incombe il pericolo di una seconda ondata di infezioni. "La maggior parte dei cinesi al momento è ancora suscettibile a Covid-19, a causa della mancanza di immunità", ha detto Zhong. "Stiamo affrontando una grande sfida", ha avvisato. Il rischio è quello di una nuova ondata.

 

Zhong è noto anche come 'l'eroe della Sars' in Cina per aver combattuto la grave epidemia di sindrome respiratoria acuta nel 2003. Questa volta ha guidato la risposta al coronavirus nel Paese, specialmente nelle prime fasi dell'epidemia.

 



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