27 maggio 2020

Treviso

Coronavirus, oltre 1.800 test effettuati nelle case di riposo trevigiane: “Meno del 30% è positivo”

Il dg Benazzi: "Entro una settimana completiamo i test. Le case di riposo seguano tutte le misure per arginare l'epidemia"

| Isabella Loschi | commenti |

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francesco benazzi, George Louis Del Re

TREVISO - L’Ulss 2 ha attivato una task-force per controllare tutte le case di riposo trevigiane e eseguire i tamponi a tutti gli ospiti e operatori. Ad oggi su 11.673 persone sono stati controllati 1.872 tra ospiti e operatori. Ne mancano 9.801.

“Facciamo 1.500 test rapidi al giorno e poi eventuale tampone in caso di prima positività - ha detto il direttore generale dell'Ulss 2 Francesco Benazzi in conferenza stampa, facendo il punto in particolare sulle case di riposo - Contiamo di terminare il piano di screening nelle residente sanitarie assistenziali entro sette giorni. La prossima settimana avremo il quadro completo della situazione con la percentuale di positivi e negativi”.

Al momento sui 1.872 tamponi eseguiti la positività degli operatori al virus si attesa sul 7-8 %, mentre la percentuale degli ospiti si è abbassata sotto al 30%. Benazzi però precisa: “Questa operazione di screening tra operatori e ospiti però ci darà solo il quadro dell’emergenza in un determinato momento. Per questo - sottolinea - all’interno dei centri servizi devono essere messe in atto quotidianamente le pratiche di prevenzione per limitare il contagio. Dall’utilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale, guanti e mascherine e misurazione della temperatura per gli operatori che iniziano il turno di lavoro”. Un esempio di buona organizzazione per le corrette misure di prevenzione addottate, secondo il numero duno dell'Ulss2, è lo Zalivani di Treviso: “L’organizzazione della struttura ha permesso di ridurre a zero il numero dei contagi”.

Benazzi è poi intervenuto anche sul caso della casa di risposo Cesana Malanotti di Vittorio Veneto: “Abbiamo ricevuto alcune segnalazioni da parte di familiari di ospiti, a seguito delle quali abbiamo fatto intervenire lo Spisal e la task force per eseguire i tamponi ad ospiti e operatori per capire la reale situazione di casi positivi presenti nella Rsa di Vittorio Veneto”.  A breve per nelle case di riposo saranno distribuiti anche i tablet per facilitare la comunicazione tra ospiti e i loro familiari a casa.

Il direttore dell'Ulss 2 ha poi dichiarato che, alla luce della carenza di personale causata dalla positività di 32 operatori del Cesana Malanotti, arriveranno nuovi operatori a supporto sia dai bandi pubblicati nei giorni scorsi, sia personale messi a disposizione delle case di risposo, dall’ospedale San Camillo e dal centro servizi di Monastier.

 



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Isabella Loschi

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