01 giugno 2020

Treviso

Coronavirus, nuovo sistema per i tamponi a Treviso

L'idea del professor Roberto Rigoli responsabile di Microbiologia a Treviso "raccogliere più tamponi in una sola provetta da analizzare"

| commenti |

| commenti |

Dottor Roberto Rigoli, Luca Zaia

TREVISO - Processare i tamponi in poco tempo per velocizzare il sistema, non far soffrire le macchine e risparmiando pure, attraverso l’analisi di più tamponi in una sola provetta “pool” per gli asintomatici.

Lo spiega il professor Roberto Rigoli, primario di Microbiologia e Virologia dell'ospedale Cà Foncello di Treviso e coordinatore delle attività delle microbiologie del Veneto, secondo il quale con questo sistema "si velocizza, si risparmia tempo e non si fanno 'soffrire' le macchine che non sono tarate per lavorare 24 ore su 24 e che a causa del super lavoro nei giorni scorsi hanno avuto dei guasti". La macchina invece di elaborare i risultati di dieci analisi potrà così analizzare un unico campione, senza margine d'errore. 

Rigoli ha poi spiegato la procedura dei tamponi in pool: "la procedura prevede un'automazione con un robottino che prende 200 microlitri e li mette nella provetta che è letta a codice a barra. Il robot registra questo passaggio e quindi il margine di errore è pari a zero. A Treviso adesso lo stanno sperimentando". "Nel momento in cui riparte la 'curva' - avverte Rigoli - questo sistema deve essere abbandonato. Si risparmia perché un tampone costa 18-20 euro, e se si fa un esami in “pool” di 10 pezzi il prezzo è di 1,80 ciascuno".

Rigoli ricorda tra l'altro che "questo tipo di approccio è già in uso da molti anni nei centri trasfusionali e nella banca del tessuto. Il metodo si può usare perchè siamo sotto la soglia del 2 per mille. Quando ci aspettiamo un dato che ha oltre l'80/90% di negativo, allora possiamo andare con questa procedura. Se risale allora dobbiamo tornare a fare gli esami provetta per provetta".

 

Leggi altre notizie di Treviso
vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×