14 luglio 2020

Treviso

Coronavirus, nasce l’Osservatorio provinciale sulle Rsa trevigiane

di condividere strategie e soluzioni

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Coronavirus, nasce l’Osservatorio provinciale sulle Rsa trevigiane

TREVISO - Monitorare la situazione all’interno delle strutture per anziani della Marca, indicare problemi ed individuare le migliori soluzioni per contrastare l’ulteriore diffusione del coronavirus. E’ questo il ruolo del nuovo Osservatorio provinciale, primo in Veneto, per le strutture residenziali per servizi anziani, composto dall’Ulss 2 Marca Trevigiana, dai presidenti dei Comitati dei Sindaci ULSS 2, dalla rappresentanza dei direttori dei Centri di Servizio e dalla rappresentanza delle parti sociali Cgil Cisl e Uil della provincia di Treviso.

L’obiettivo è collaborare, nei rispettivi ruoli, per monitorare la situazione, indicare i problemi che emergono e proporre soluzioni da sottoporre all’attenzione e alla fattibilità della Direzione dell’Ulss e delle strutture residenziali per anziani. Le parti, siglando il protocollo che costituisce l’Osservatorio, evidenziano che la necessità in questo momento è il contrasto all’ulteriore diffusione dell’epidemia all’interno delle strutture, nell’ottica di tutela della salute degli ospiti e dei lavoratori, indipendentemente dal rapporto di subordinazione e dalla tipologia contrattuale.

L’Ulss si impegna a comunicare ai partecipanti, periodicamente con aggiornamenti quindicinali e tempestivamente in caso di necessità, i dati di prevalenza sulla diffusione dell’infezione, la sintesi delle azioni svolte in applicazione del “Piano di Sanità Pubblica”, la ricognizione sulle attività alternative ai Centri Diurni per anziani, compresi i Centri Sollievo, e sui piani di riorganizzazione quando sarà prevista la ripresa delle attività, le modalità di coinvolgimento e presenza dei famigliari, la situazione e il rapporto dei Medici Medicina Generale con le strutture servizi anziani. Da questa fotografia il confronto tra le parti mira a focalizzare l’attenzione sulle strategie finalizzate a circoscrivere i casi di infezione nelle strutture residenziali per anziani e individuare le migliori azioni per tutelare ospiti e personale negativo e al contempo a gestire i pazienti positivi in ambienti protetti con personale professionalmente preparato. Sotto la lente di ingrandimento, anche grazie alla partecipazione dei presidenti dei Comitati dei Sindaci anche la situazione degli anziani soli e di quelli con malattie croniche, che richiede l’ampliamento dei servizi infermieristici e medici rivolti alla domiciliarità; così come di quelli distrettuali, per migliorare e integrare il sistema di prevenzione, cura e riabilitazione a livello territoriale.

“Dare vita a un Osservatorio che vede la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti del settore della residenzialità degli anziani, dalla Sanità alle Istituzioni, dai vertici degli enti gestori alle rappresentanze sindacali, è un risultato, primo in Veneto, e un punto di partenza. Abbiamo gettato le basi per fare sistema e gestire al meglio il proseguo della fase emergenziale, per quando riguarda la tutela della salute di anziani e di lavoratori, guardando contemporaneamente al miglioramento e alla maggiore integrazione dei servizi nel prossimo futuro” – affermano le organizzazioni sindacali trevigiane Cgil, Cisl e Uil.

“In questa delicata fase – sottolinea il Coordinamento provinciale dei Centri Servizi Anziani di Treviso –, mentre si registra la ripartenza delle attività produttive e si mitigano le limitazioni alla circolazione delle persone, è indispensabile tenere alta la guardia e tracciare percorsi condivisi e specifici per ogni realtà, che facciano tesoro dell’esperienza di tutti verso l’obiettivo comune di lasciare fuori dalle strutture il contagio”.

“L'attivazione dell'Osservatorio Provinciale sulle strutture residenziali per gli anziani - sottolinea il direttore generale dell'Ulss2 , Francesco Benazzi - è frutto della sinergia tra le varie componenti del Territorio e coloro che, quotidianamente, si occupano degli anziani nella nostra provincia, in una logica di massima collaborazione e trasparenza. L’osservatorio rappresenterà, per tutte le componenti che ne fanno parte, un utile e costruttivo momento di confronto e di condivisione non solo sull'emergenza in corso ma, anche, sulle principali tematiche relative ad alcune delle fasce più fragili della nostra popolazione”.

“La firma del Protocollo d’Intesa – ha dichiarato il presidente della conferenza dei sindaci dell’ Ulss2 Paola Roma, unitamente alle Presidenti del Comitato dei Sindaci del Distretto di Pieve di Soligo, Lisa Tomasella, e del Distretto di Asolo, Annalisa Rampin – mira a costituire un osservatorio provinciale sulle strutture residenziali per anziani, ma non solo vuole andare oltre la fase strettamente legata all’emergenza Covid-19 dandosi il compito di condividere strategie e soluzioni per i servizi già in essere, quali per citarne alcuni l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) o il servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) e obiettivi di interazione con le fasce più deboli, che rientrano a pieno titolo nella programmazione dei Piani di Zona che vede Ulss e Conferenza dei sindaci impegnati nell’attivazione dei Tavoli Tecnici propedeutici alla predisposizione dei Piani stessi. Siamo consapevoli che ci aspettano sfide importanti: ma stiamo lavorando con un forte spirito di squadra e collaborazione, ponendo al centro le istanze dei 94 comuni dell’azienda Ulss2”.

 



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