09 luglio 2020

Benessere

Coronavirus: la lezione dei ragazzi col cancro, 'isolati? Gli esperti siamo noi'.

| AdnKronos |

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Coronavirus: la lezione dei ragazzi col cancro, 'isolati? Gli esperti siamo noi'.

Milano, 3 apr. (Adnkronos Salute) - "Quello che occorre fare in questo periodo" di lotta al coronavirus "è rispettare le norme di contenimento che ci vengono chieste dalle istituzioni, un isolamento forzato in casa pur essendo asintomatici. E' un sacrificio che ci viene chiesto, ma è di vitale importanza". E si può fare, resistendo senza lamentarsi, come sa bene chi a periodi di 'lockdown' ci è abituato perché combatte la sua battaglia quotidiana contro il cancro: "In fondo i migliori esperti in questo campo siamo noi", dicono i ragazzi dell'Istituto nazionale tumori (Int) di Milano che consegnano la loro lezione al video 'Covid-Tumorial', l'ultimo della webserie disponibile su YouTube e realizzata dal Progetto Giovani della Pediatria oncologica Int.

Gli adolescenti protagonisti del filmato hanno registrato ognuno la propria parte da casa. Mostrano le teste nude o coperte da turbanti colorati; qualcuno sorride, tutti hanno lo sguardo fermo che nasce dal coraggio. Le loro parole sono sottotitolate in inglese per lanciare un messaggio senza confini: "Essendo noi dei pazienti siamo abituati ai periodi di isolamento forzato - spiega una ragazza - Basti pensare ai lunghi ricoveri, ma anche ai periodi in cui abbiamo i globuli bianchi bassi. Per questo possiamo condividere la nostra esperienza, per poter passare questo periodo in cui anche i nostri amici sono forzati e isolati in casa, per condividere con loro strategie ma anche nuove idee, nuove iniziative, nuove cose da fare".

Diversi i temi toccati nel video: dalla necessità di rispettare i limiti imposti all'importanza di informarsi solo presso fonti ufficiali e affidabili. C'è chi invita a non avere paura e a rivolgersi all'oncologo di riferimento in caso di sintomi sospetti: "I nostri dottori sanno cosa fare. Manteniamo semplicemente un costante contatto con loro sul nostro stato di salute, senza procedere a cure improvvisate ma seguendo le loro indicazioni". E c'è chi sottolinea i vantaggi del ritrovarsi 'quarantenato' sì, ma digitale: "Noi abbiamo una marcia in più. Siamo da sempre esperti nell'utilizzo di social e nuove tecnologie, e queste mai più di oggi possono correre in nostro aiuto. In fondo possiamo connetterci tra noi utilizzando le telefonate, le chat, le videochiamate".

"La malattia oncologica impone agli adolescenti periodi di 'chiusura' dal resto del mondo - conferma Maura Massimino, direttore della Struttura complessa di Pediatria oncologica dell'Int - Certamente non sono momenti facili per loro, ma proprio per l'esperienza di malattia sono le persone più adatte a raccontare senza ansie cosa fare in questo preciso periodo. Il Covid-19 causa una malattia che al momento è ancora sconosciuta e impone una modalità di difesa globale da parte dell'uomo che deve essere svolta in modo consapevole e responsabile, nel pieno rispetto di se stessi e degli altri".

"I giovani pazienti chiacchierano con il linguaggio della quotidianità, con l'obiettivo di incoraggiare e supportare i coetanei che affrontano la malattia oncologica - afferma Andrea Ferrari, responsabile del Progetto giovani dell'Irccs di via Venezian - Questo video ha una peculiarità che lo differenzia dagli altri. I ragazzi lo hanno sviluppato coordinandosi ciascuno dalla propria abitazione e insieme hanno anche deciso chi di loro avrebbe parlato. Rappresenta dunque un esempio della marcia in più che hanno gli adolescenti con i social e, in generale, con i mezzi di comunicazione in rete. E, come ha raccontato uno di loro nel video, è importante spronare i coetanei a mantenersi attivi e uniti nonostante le distanze, e a utilizzare le nuove tecnologie per la condivisione di progettualità future".

Anche questo nuovo video, come il resto della serie 'Tumorial' - ricordano dall'Int - è stato reso possibile grazie al contributo dell'associazione Bianca Garavaglia Onlus che da sempre supporta le attività del Progetto Giovani, con il sostegno dell'associazione Dudù for You Onlus.

 



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