27 novembre 2020

Benessere

Coronavirus: Lai (Sacco), 'noi Cavalieri precarie, alla ricerca serve stabilità'.

| AdnKronos |

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Coronavirus: Lai (Sacco), 'noi Cavalieri precarie, alla ricerca serve stabilità'.

Milano, 19 ott. (Adnkronos Salute) - "Le onorificenze gratificano, noi che le riceviamo e tutto il mondo della scienza che tanto ha fatto e sta facendo" contro la pandemia di Covid-19. "Ma ci auguriamo ancora una volta che", insieme agli applausi, ai premi e ai titoli, "possa arrivare davvero qualcosa di concreto per tutta la ricerca italiana. Un settore che ha tanto bisogno di sostegno e soprattutto di stabilità per chi ci lavora". Alessia Lai dell'ospedale Sacco-università degli Studi di Milano, quarantenne e ancora precaria, domani riceverà l'onorificenza al merito della Repubblica italiana che il presidente Sergio Mattarella ha conferito ai professionisti in prima linea nell'emergenza coronavirus. Con lei anche le colleghe Arianna Gabrieli e Annalisa Bergna: Cavalieri senza posto fisso. "Abbiamo cambiato contratti - dice all'Adnkronos Salute - ma sempre di contratti a termine si tratta".

Al Dipartimento di Scienze biomediche e cliniche (Dibic) 'Luigi Sacco' dell'ateneo Statale meneghino, Alessia, Arianna e Annalisa hanno contribuito a isolare il ceppo italiano di Sars-CoV-2 nel laboratorio bunker del Sacco. Insieme alle tre giovani si sono meritati l'onorificenza anche Claudia Balotta a capo del team, ora in pensione, che nel 2003 aveva lavorato all'isolamento del virus della Sars; Gianguglielmo Zehender, professore associato, e Maciej Stanislaw Tarkowski, ricercatore.

"Siamo già arrivati a Roma, siamo venuti un po' prima - racconta Alessia - Siamo contentissimi, per noi è un onore che ci gratifica per tanti mesi difficili" passati in trincea. "Io sono appena diventata ricercatore, Annalisa è entrata in dottorato e Arianna è dirigente biologo - spiega - Abbiamo contratti nuovi, ma ancora contratti a tempo", mentre nella scienza "solo con la stabilità si può portare avanti un discorso. Se invece le persone devono cambiare lavoro" perché con quello che hanno non vivono, "si perdono esperienze che poterebbero e dovrebbero andare avanti". Essere messe a sistema per il bene del Paese e non solo.

Davanti a una curva dei contagi tornata a salire in modo deciso e preoccupante, Alessia osserva che, "visti tutti i casi in Europa e la situazione in generale, era prevedibile. Anche se - ammette la scienziata - forse non ce l'aspettavamo in questi termini, con queste dimensioni" tanto presto.

Ma a chi le chiede se la leggerezza di alcuni possa avere vanificato gli sforzi di quelli che hanno lavorato 'al fronte' giorno e notte, la giovane risponde "no, non è stata fatica vana. Abbiamo fatto quello che potevamo fare e che bisognava fare in quel momento. Adesso bisogna andare avanti e lo stiamo facendo".

Gli studi del gruppo milanese proseguono: "Dai controlli sull'ambiente e le sanificazioni alla sperimentazione di nuovi farmaci, al monitoraggio costante del virus" per individuare eventuali mutazioni o nuovi ceppi emergenti, "continuiamo le nostre ricerche". Cavalieri senza fatica, con la speranza di un orizzonte più sicuro.

 



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