10 luglio 2020

Treviso

Coronavirus, fase2: ripartite Elecrolux e De Longhi

Le grandi imprese della manifattura hanno riavviato in parte le linee produttive

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de longhi

TREVISO - Da questa mattina, lunedì’ 27 aprile, le grandi imprese della manifattura in provincia di Treviso hanno ripreso l’attività, in attesa di una più massiccia riapertura degli impianti attesa dal 4 maggio.

Iniziando dalla metalmeccanica, all’Electrolux di Susegana da questa mattina poco meno di 300 lavoratori volontari (l'azienda ha lasciato questa facoltà fino al 2 maggio), hanno consentito di riattivare tre linee su un unico turno da sei ore. La casa del piccolo elettrodomestico De' Longhi, che da sette giorni aveva rimesso in moto una linea produttiva per un tipo di macchine da caffè a turno unico, da stamane raddoppia ed integra la fabbricazione con altri modelli di "superautomatiche", e questo grazie alla disponibilità di 240 operai volontari.

Un'ottantina sono gli addetti che hanno preso servizio questa mattina, intanto, alla Permasteelisa, insegna dei rivestimenti architettonici speciali di Vittorio Veneto, mentre la componentistica per automotive realizzata alla Prima Sole Industries di Oderzo, rimane sui ritmi già impostati il 22 aprile, cioè 35 addetti su tre turni.

La metalmeccanica pesante di Berco, filiale di Castelfranco Veneto della casa madre di Copparo (Ferrara) e che produce sistemi sottocarro, è in attività dal 16 aprile con una trentina di addetti su una base occupazionale di 230 unità, e questo per limiti di mercato risalenti al periodo precedente alla diffusione dell'epidemia.

"Adesso cominciamo a guardare al 4 maggio - spiegano alla Fiom Cgil di Treviso - ma la sensazione è che nessuno voglia o sia in grado di spingere da subito alla massima velocità. Bisogna comprendere, in sostanza, se vi siano davvero volumi da produrre".

Non si registrano accelerazioni notevoli anche nel sistema del legno e nel tessile-abbigliamento. Nel primo caso le attività riprese oggi riguardano essenzialmente la predisposizione degli impianti in vista della riattivazione a ritmi più o meno sostenuti di lunedì prossimo. Per il comparto tessile, invece, al netto delle strutture operative nella produzione di camici, copricapi e mascherine, i ritmi ridotti sono legati prevalentemente alle mancate forniture di materia prima e semilavorati dall'area asiatica ed alla chiusura ancora in atto dei negozi di abbigliamento.

 


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