06 luglio 2020

Montebelluna

Coronavirus, il dipendente comunale si sfoga per il contagio della collega, il sindaco va giù duro: "Doppiamente vile"

Il sindaco risponde alle accuse del dipendente

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Municipio di Montebelluna

MONTEBELLUNA – Il comune di Montebelluna risponde dalle accuse di un dipendente comunale che dopo la diffusione della notizia che una collega era risultata positiva, ha lamentato ritardi nelle procedure atte a garantire la salute del personale comunale. Dal municipio ci giunge un lungo comunicato con le dichiarazioni del sindaco che pubblichiamo integralmente.

“Il Comune di Montebelluna, in questa fase di emergenza legata alla diffusione del Coronavirus, ha provveduto a mettere in campo una serie di azioni nei modi più adeguati e nei tempi più più brevi per salvaguardare la salute del personale e dei cittadini che frequentano le strutture comunali. Fin dallo scorso 5 febbraio, ancora prima che in Italia vi fossero casi conclamati di contagio da Covid-19, è stata trasmessa ai dipendenti la Circolare del Ministero della Salute con le indicazioni utili per gli operatori a contatto con il pubblico con l’invito ad esporre il documento accanto ai rilevatori di presenze del personale comunale. Quindi, il 24 febbraio, agli stessi destinatari è stato inviato l’opuscolo informativo predisposto dal Ministero della Salute con i Dieci comportamenti da tenere per prevenire il contagio, e le prescrizioni del medico del lavoro, incaricato dal Comune.

Inoltre, in accordo con il sindaco di Volpago del Montello, ed in controtendenza rispetto alle misure fino allora adottate dal governo del PD, già il 25 febbraio scorso, il sindaco Marzio Favero ha disposto l’invio di una comunicazione a tutte le associazioni sportive che operano nel territorio montebellunese vietando le attività sportive: una misura adottata ed imposta a livello centrale solo qualche giorno dopo. Il 26 febbraio, veniva diffusa presso i dipendenti con preghiera di diffusione anche a chi non fosse raggiungibile dalla e-mail dell’ufficio, la direttiva n.1/2020 della Funzione pubblica contenente le prime indicazioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 unitamente all’articolo 1 comma 1 del Decreto legge 6/2020 (“Allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area già interessata dal contagio del menzionato virus, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all'evolversi della situazione epidemiologica”).

Quindi, lo scorso 5 marzo, in concomitanza con la segnalazione del primo contagiato ricoverato all’ospedale montebellunese e di cui non si conosceva l’origine del contagio il sindaco ha provveduto ad attivare il Coc, il Comitato operativo comunale per la gestione dell’emergenza. Contestualmente, fin dal 7 marzo ha provveduto a mettere a disposizione del personale mascherine e materiale detergente e disinfettante mentre il 9 marzo veniva inviata la circolare interna con le disposizioni riguardanti il rapporto di lavoro sottolineando l’impegno da parte del Comune ad attivare lo smart working. L’11 marzo venivano messi a disposizione dei dipendenti i modelli per la richiesta di flessibilità e per la rendicontazione e nella stessa giornata il Comune provvedeva a limitare le modalità di accesso ai vari uffici comunali, promuovendo l’accesso solo per ragioni urgenti e indifferibili e previo appuntamento telefonico.

A partire dal 12 marzo, al fine di ridurre il numero di dipendenti presenti a lavoro, i vari servizi comunali venivano invitati a promuovere iniziative per favorire l’uso delle ferie pregresse con una programmazione condivisa all’interno di ciascun servizio-ufficio così da garantire le attività non rinviabili. Quindi il 20 marzo, il segretario generale con un comunicazione rivolta a tutti i dipendenti dava conto di una serie di ulteriori disposizioni in linea con la promozione del lavoro agile e forniva un aggiornamento sulle iniziative che l’amministrazione comunale aveva finora intrapreso a questo fine quali:

• l’avvio dell’acquisto di 50 slot per il collegamento da remoto

• l’approvvigionamento (in fase avanzata) di 15 pc portatili

• la verifica dei dipendenti che dispongono di un pc di proprietà e che danno la disponibilità per il relativo utilizzo per scopi lavorativi

• l’individuazione delle attività indifferibili con un apposito atto dell’amministrazione (di cui l’ordinanza odierna).

Nondimeno il 18 marzo si è provveduto a disporre l’acquisto dii dieci paratie in plexiglas da posizionare sugli sportelli aperti al pubblico: “protezioni” che, tra l’altro, erano state rimosse dall’amministrazione comunale del PD privilegiando l’allestimento di un ufficio open space. A fronte del resoconto sopra riportato, si legge sulla stampa l’intervento di un anonimo dipendente che critica il Comune per non aver tempestivamente messo in campo le misure per tutelare i cittadini”. A tal riguardo, interviene il sindaco, Marzio Favero: “In nove anni d sindaco non ci siamo mai trovati a dover fare i conti con un corvo all’interno della struttura comunale. Questa accusa lascia perplessi: perché questo dipendente non è venuto a trovarmi, vista la stima che aveva nei miei confronti, per dirmi che era preoccupato? Due volte vile: anonimo nel parlare col giornale e inerte rispetto alla difesa della salute degli altri. Io sono in municipio e rischio. Ho anch'io familiari. Lui è a casa?”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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