05 giugno 2020

Treviso

Coronavirus, Confagricoltura Treviso lancia l'allarme: "Comparto a rischio paralisi"

Timori per pagamenti, speculazioni al ribasso sui prezzi ed eccessiva burocrazia

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TREVISOIn pericolo la tenuta della filiera agroalimentare. Confagricoltura Treviso avverte: “Pagamenti a rischio, speculazioni al ribasso sui prezzi ed eccessiva burocrazia sono alcune delle minacce che potrebbero paralizzare il sistema agroindustriale”.

 

Sono sicuramente diversi i settori della nostra economia che, a causa del lockdown imposto alle attività produttive dalla grave emergenza sanitaria in corso, stanno attraversando momenti di grave crisi. Tra quelli che, considerati essenziali, sono riusciti a garantire la regolarità degli approvvigionamenti grazie all’impegno di imprenditori e addetti, spicca sicuramente quello agroalimentare. Tuttavia, come denunciato da Confagricoltura Treviso, il comparto agroindustriale potrebbe non resistere ancora a lungo. La sezione provinciale della Federazione - che raccoglie al suo interno oltre 2000 imprese agricole del trevigiano - desidera focalizzare l’attenzione su alcuni problemi che stanno emergendo in questi giorni e che, se non risolti al più presto, rischiano di andare a minare una delle filiere fondamentali per la nostra Regione e per tutto il Paese.

 

Si tratta di rischi legati al contesto economico e non alle singole capacità produttive delle aziende. L’associazione segnala come stia iniziando ad esserci un problema di liquidità dovuta alla mancanza di pagamenti da parte dei clienti ai produttori che, in questo contesto, vedono anche il tentativo da parte di alcuni operatori della grande distribuzione - nonostante il periodo forte domanda – di imporre prezzi al ribasso, sotto il livello standard antecedente alla pandemia.

 

Le speculazioni, registrate in comparti rilevanti come quelli della soia, del latte, della carne, non stanno sicuramente avvantaggiando i produttori. Altro grave problema è quella del progressivo venir meno di braccianti e operatori agricoli che per paura del contagio, nonostante la predisposizione dei sistemi di precauzione, decidono di non presentarsi sul posto di lavoro o di far ritorno nei propri Paesi di origine. In questo contesto, Confagricoltura Treviso si appella agli Enti e alle Autorità locali affinché, vista la palese straordinarietà della situazionerivedano procedure e adempimenti amministrativi, considerando la possibilità di prorogare scadenze che molte aziende del comparto non sono attualmente in grado di rispettare considerate le difficoltà in cui versano.

 

“Siamo davanti ad un bivio, ed è fondamentale intraprendere il giusto percorso”, spiega Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente di Confagricoltura Treviso.  “È necessario che le istituzioni regionali e nazionali vigilino con attenzione sulla situazione che si sta venendo a creare, e intervengano in tempo per evitare che il settore che anche in questo periodo costellato di difficoltà ha messo il cibo sulla tavola di tutti venga minato nelle sue fondamenta e crolli inesorabilmente. Come Confagricoltura Treviso stiamo facendo di tutto per sostenere i nostri associati in questo momento, cercando di rispondere a tutti i loro quesiti mantenendo operativi i nostri uffici e cercando nel frattempo di garantire loro la massima visibilità anche sui nostri canali ufficiali. Sul sito dell’Associazione è attiva un’apposita sezione con le aziende agricole che si sono attrezzate per far consegne a domicilio su tutto il territorio provinciale (http://www.confagricolturatreviso.it/consegne-a-domicilio/). Questo perché sentiamo come nostra la loro esigenza di non perdere altre quote vitali di fatturato, dopo aver già perso il canale Ho.Re.Ca. e aver visto limitate le proprie esportazioni. Tutto ciò, tuttavia, da solo non è sufficiente: è necessaria un’azione sistemica a tutela di ogni singola componente della filiera. Solo così possiamo uscire indenni da questa crisi e collaborare attivamente con le nostre eccellenze e il nostro sudore alla rinascita economica del nostro territorio, del Veneto e dell’Italia”.

 

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