04 agosto 2020

Treviso

Coronavirus, aziende trevigiane in ginocchio: cassa integrazione per oltre 31mila lavoratori

I settori più colpiti sono i bus operator, i trasportatori merci conto terzi, gli acconciatori, e imprese del turismo

| Isabella Loschi |

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Vendemiano Sartor

TREVISO - Cassa integrazione per 6.791 imprese artigiane trevigiane. L’accordo è stato sottoscritto ieri per da Confartigianato in prima linea per sostenere le imprese e i lavoratori, mantenere attivo il tessuto imprenditoriale locale e salvaguardare i posti di lavoro, in questo periodo di mancanza di lavoro dovuto al diffondersi del coronavirus.

Il mondo artigiano per fronteggiare l’emergenza ha attivato, di concerto con le altre sigle datoriali e le parti sociali, una speciale linea di ammortizzatore sociale, immediatamente utilizzabile, che prevede una dotazione di 20 settimane di sostegno aggiuntive alla dotazione ordinaria già esistente per tutte le realtà produttive versanti Ebav, ente bilaterale artigianato veneto, esclusa l’edilizia, che a Treviso sono 6.791 e danno lavoro a 31.750 dipendenti.

“L’accordo - spiega Confartigianato Marca trevigiana - è stato sottoscritto il 4 marzo 2020 e rende operativo il fondo FSBA (la cassa integrazione del settore artigiano non edile) per far fronte a periodi di mancanza di lavoro dovuti al diffondersi del Coronavirus. Può essere richiesto da tutte le imprese, anche quelle con un solo dipendente”.

Le aziende artigiane maggiormente coinvolte dall’emergenza sono: i bus operator, i trasportatori merci conto terzi, gli acconciatori, le imprese del settore alimentare nell’indotto del turismo, le imprese dell’area moda e del manifatturiero in genere legato a mancate forniture di componenti e/o al calo di domanda della propria filiera di riferimento.

L’ammortizzatore sociale Fsba con causale coronavirus è utilizzabile in tutta la Regione, dal 26 febbraio al 31 marzo 2020 e consente di recuperare retroattivamente anche le assenze dei lavoratori realizzatesi dal 26 febbraio scorso.

I dipendenti che vengono sospesi per mancanza lavoro dovuta al coronavirus ricevono dall’Ente Bilaterale Artigianato Veneto l’erogazione dell’assegno loro spettante, che è pari all’80% della retribuzione lorda persa nel mese entro il massimale mensile vigente che è pari a circa 1.200 euro lordi.

“Si tratta - sottolinea Vendemiano Sartor, presidente Confartigianato - di una risposta concreta alle urgenze delle imprese e dei lavoratori perché deve essere garantito il reddito a chi non riesce, a causa del calo degli ordini, a lavorare senza gravare sui costi aziendali e di un provvedimento che preserva le competenze professionali dei dipendenti dell’artigianato, formate in anni di lavoro, a garanzia, al momento della ripartenza del mantenimento degli standard di produttività e di qualità”.

Le imprese che vogliono avere informazioni su come poter utilizzare FSBA per causale coronavirus si possono rivolgere agli uffici territoriali di Confartigianato presenti nel territorio.

 


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