26 maggio 2020

Cronaca

Coronavirus, 8 italiani su 10 hanno difficoltà durante la convivenza forzata

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Coronavirus, 8 italiani su 10 hanno difficoltà durante la convivenza forzata

Ormai stiamo perdendo il conto del tempo che passa inesorabile tra le mura di casa. Una nuova normalità ha preso il sopravvento, fatta di mascherine, gel disinfettante e distanza minima di un metro gli uni dagli altri. Tutti cercano di immaginare come sarà questo dopo quarantena, cosa succederà, come cambieranno le relazioni sociali e il nostro modo di stare insieme. Gli esperti di Guidapsicologi.it, hanno pensato di dialogare con gli italiani per scoprire come si sta sviluppando a livello emotivo questo periodo di reclusione, quali sono i sogni e i desideri per il dopo, quali le occasioni di apprendimento e i metodi per rendere queste giornate il più piacevoli possibile.

 

Una difficile convivenza. Con gli altri e con se stessi

Un elemento che mette a dura prova la totalità degli italiani, segregati tra quattro pareti, è senza dubbio lo stato di convivenza forzata in cui si sono trovati da un giorno all’altro, senza la possibilità di prepararsi o di valutare come, dove e con chi trascorrere questa singolare e intensa esperienza. Famiglie numerose, coppie in crisi, genitori anziani da accudire. La pandemia ci ha messo tutti davanti a una durissima prova relazionale, con gli altri e con noi stessi. La difficoltà di convivere in spazi chiusi, più o meno grandi, senza poter evadere nei momenti di tensione è un problema per tutti, che sfida anche i legami più forti. Non sorprende infatti che per l’85% degli italiani la convivenza con gli altri stia risultando un problema, e nemmeno che il 15% dichiari che ad essere complicata è invece la convivenza forzata con se stessi. Quello che bisogna fare è cogliere l’occasione per imparare a gestire i conflitti, interni o esterni che siano, conoscere meglio se stessi e le persone che abbiamo attorno, approfittando di questo periodo così fuori dal comune, per fare progressi interiori e di relazione con gli altri totalmente inaspettati.

 

La meditazione è la migliore terapia

Italiani popolo di meditanti? A sorpresa il 64% afferma che in questi giorni l’attività migliore per il proprio benessere è la meditazione, mentre per il 36% vincono gli affetti: sentire le persone care con chiamate e videochiamate è ciò che migliora l’umore e rende sopportabili questi giorni di reclusione. La cucina si conferma come la passione che mette d’accordo l’intera nazione, ne è la prova l’introvabilità del lievito, ingrediente preziosissimo per un paese di panificatori, pastai, pasticceri e pizzaioli. Il lockdown sta facendo emergere il cuoco nascosto che risiede in ogni italiano. Tutti a fare dolci, pizze e pasta fresca, per ritrovare il sorriso in cucine troppo spesso trascurate.

 

Imparando dall’isolamento: pazienza e libertà

Da ogni situazione si impara qualcosa di importante, basta essere ricettivi e pronti ad accogliere ciò che arriva come un’opportunità di crescita e miglioramento di sé e del proprio stare nel mondo. L’ampia maggioranza degli italiani da questa esperienza sta imparando il grande valore della pazienza (69%), mentre il 31% il valore della libertà. Vi è la presa di coscienza generale dell’importanza di gesti da sempre considerati scontati, come fare una passeggiata, un pranzo in famiglia, prendere un caffè al bar, andare al cinema o comprare un biglietto per raggiungere un amico lontano. La libertà di movimento è stata eliminata a favore del distanziamento sociale.

 

Irrinunciabili affetti

Vedere le persone care è ciò che più desidera l’80% degli italiani mentre il restante 20% predilige l’uscire di casa. Questa chiusura e l’obbligo a mantenere le distanze hanno un peso enorme sull’emotività di tutti noi. Il contatto con gli altri, il bisogno di condividere non solo virtualmente ma anche fisicamente i nostri sentimenti, sono aspetti imprescindibili della natura umana, così come il bisogno di aggregarsi. Aristotele nel IV secolo a.C. definisce l’uomo zoon politikón, un animale politico, che ha la capacità e il bisogno di creare società e organizzarsi in comunità, che non può prescindere dalla vita pubblica. L’uomo è fatto di relazioni sociali, ha l’intrinseca necessità di interagire e socializzare, una necessità innata, e proprio per questo irrinunciabile.

 

La prima cosa che farò dopo l’isolamento

Tra i desideri degli italiani per il post quarantena, al primo posto, con il 54% c’è la voglia di uscire con gli amici per fare le cose più semplici, come mangiare, bere e abbracciarsi. Al secondo posto prenotare una vacanza 42%. Anche in questo caso si confermano come prioritari il desiderio di contatto umano e il bisogno di movimento e di scoperta del mondo. Solo il 4% degli intervistati non vedono l’ora che questa situazione finisca per tornare finalmente a fare shopping nei negozi fisici in totale libertà. Sono in molti a chiedersi come sarà il dopo Coronavirus, come cambieremo, se cambieremo. Sembrerebbe che malgrado le paure e le psicosi sempre in agguato, la natura umana bisognosa di affetto, relazioni e libertà per il momento si mantenga inalterata. Almeno nelle intenzioni.

 

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