25 maggio 2020

Treviso

Contraffazione, sequestro articoli pelletteria a Treviso

Operazione “Luxury Bags” della Guardia di Finanza

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Contraffazione, sequestro articoli pelletteria a Treviso

TREVISO - La task-force anticontraffazione della Guardia di finanza di Venezia ha ricostruito una filiera del falso, sequestrando oltre 100.000 articoli di pelletteria di alta moda, materiali e apparecchiature per il relativo confezionamento e tre siti web di commercializzazione on line.

Le Fiamme Gialle di Venezia hanno sviluppato un'attività investigativa, chiamata 'Luxury Bags', che ha permesso di risalire tutti gli step di una filiera di produzione, relativa ad articoli di pelletteria contraffatti, partendo proprio da un primo sequestro di borse Hermes modello "Birkin" eseguito in un negozio del centro storico lagunare, fino ad arrivare all'individuazione di diversi magazzini di stoccaggio, gestiti da cittadini cinesi, situati a Padova e Treviso, e scoprire i laboratori di produzione nelle provincie di Firenze e Macerata.

Le operazioni di perquisizione, eseguite su delega della Procura della Repubblica di Venezia, hanno consentito di scoprire vere e proprie linee di produzione di articoli di pelletteria di alta moda, principalmente del marchio Hermes, ma anche di Celine, Balenciaga, Stella McCartney e Gucci.

 

All'interno dei locali, i finanzieri hanno rinvenuto cartamodelli, foto, fustelle metalliche, minuteria, macchinari e tutto l'occorrente per la produzione di borse così simili alle originali da creare non poche difficoltà di riconoscimento persino ai periti delle relative Maison. In circa cinque mesi di attività, sono state eseguite oltre 30 perquisizioni in Veneto, Toscana e nelle Marche, nel corso delle quali sono stati sottoposti a sequestro 100.000 articoli recanti marchi contraffatti, per un valore commerciale di oltre 3 milioni di euro.

Nove i depositi di stoccaggio e cinque i laboratori di produzione scoperti, tre dei quali nell'hinterland fiorentino e due in provincia di Macerata. 24 le persone denunciate per produzione e commercio di merce contraffatta, di cui 17 cittadini cinesi e 7 italiani, che rischiano la reclusione fino a 4 anni ed una multa fino a trentacinquemila euro.

 

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