11 luglio 2020

Treviso

Conte festeggia in piazza dei Signori e arriva la telefonata di Salvini

Il neo sindaco dedica la vittoria alla sorella scomparsa, Gentilini:"Ora deve lavorare secondo il mio vangelo"

| Isabella Loschi |

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mario Conte

TREVISO - Il nuovo sindaco di Treviso, Mario Conte, 39 anni, arriva trionfante in piazza dei Signori per i festeggiamenti. Applausi e sorrisi sotto la Loggia dei Trecento lasciano spazio ad una dedica: “Questa vittoria - dice emozionato Conte - è per mia sorella (scomparsa pochi mesi fa ndr). Ho sentito la sua presenza sulla spalla e la ringrazio perché questa vittoria è tutta sua”.

Sindaco, domani da cosa si comincia? “Da domani cominciamo a lavorare, mettendo al centro le esigenze dei cittadini. Sicurezza e quartieri le priorità della mia amministrazione - sottolinea Conte che ancora non si sbilancia sui nomi che comporranno la sua squadra ma assicura: “Le caratteristiche della squadra le ho già in mente. Sarà la miglior squadra di professionisti che possiamo mettere in campo. Se non troverò le professionalità adatte all’interno delle liste pescherò anche dalla società civile perché l’obiettivo è quello di avere una squadra molto più preparata di me ciascuno per le proprie competenze”.

In piazza con Conte tutti i big che lo hanno appoggiato in questa lunga campagna elettorale: il primo ad arrivare è Luca Zaia che abbracciando Conte dice: “Questo è l’allievo che ha superato il maestro”. Poi sul palco il governatore consegna a Conte la bandiera con il leone di San Marco: “Questa vale di più della fascia tricolore - dice Zaia - So già che avremo un sindaco che non si porrà mai il problema se mettere fuori la bandiera del Veneto no”.

Arriva anche la telefonata di congratulazioni del leader del Carroccio Matteo Salvini: “Treviso ora sarà ancora più sicura, più verde, più a misura di anziano e bambino. Ora tenere i piedi per terra e girare quartieri per quartieri per risolvere i problemi”.

Conte ringrazia tutti i candidati, la Lega e tutte le liste della colazione di centrodestra fino a Giancarlo Gentilini che prende il microfono e dice: “Ora Conte deve lavorare secondo il 'vangelo' Gentilini, mantenere le promesse, non fare nulla per sé e tutto per la città, sennò gli taglio le mani". “La mia lista (lista Zaia-Gentilini ndr) è stata la spallata che ha fatto vincere Mario Conte, temevo il ballottaggio che è sempre un azzardo e quindi ho corso perché il nemico, politicamente, va ammazzato subito”. "Una parte di ciò che volevo l'ho ottenuto: eliminare i comunisti da Treviso - chiude Gentilini - ora voglio che si dia tranquillità e sostegno alle famiglie perché si facciano figli. Non voglio - conclude - che il nostro Paese sia islamizzato ma che venga mantenuta l'italianità e il cristianesimo".

 


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