26 luglio 2021

Nord-Est

Il Consiglio Veneto da l'ok al referendum per l'indipendenza

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Il Consiglio Veneto da l'ok al referendum per l'indipendenza

VENEZIA - E' stata votata a maggioranza dal consiglio regionale la proposta di legge per l'indizione del referendum sull'autonomia della Regione del Veneto, di cui è primo firmatario il presidente della commissione affari istituzionali Costantino Toniolo assieme al presidente della Commissione Statuto Carlo Alberto Tesserin, entrambi Ncd.

 

"Il Nuovo CentroDestra - Ha affermato il capogruppo Giancarlo Costa - è per l'autonomia del Veneto! E grazie a noi i cittadini veneti potranno esprimersi con un referendum". La legge Toniolo-Tesserin propone di indire un referendum consultivo per conoscere la volontà degli elettori del Veneto su cinque quesiti: "Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?"; "Vuoi che una percentuale non inferiore all'ottanta per cento dei tributi pagati annualmente dai cittadini veneti all'amministrazione centrale venga utilizzata nel territorio regionale in termini di beni e servizi?"; "Vuoi che la Regione mantenga almeno l'ottanta per cento dei tributi riscossi nel territorio regionale?"; "Vuoi che il gettito derivante dalle fonti di finanziamento della Regione non sia soggetto a vincoli di destinazione?"; "Vuoi che la Regione del Veneto diventi una regione a statuto speciale?".

 

Con 33 voti a favore, 13 contrari e 2 astenuti il Consiglio regionale ha approvato il Progetto di Legge, presentato dai consiglieri del Ncd Costantino Toniolo e Carlo Alberto Tesserin, relativo all'indizione di un referendum consultivo sull'autonomia del Veneto. In sostanza viene dato mandato al Presidente della Regione, Luca Zaia, di negoziare con il Governo un negoziato volto a definire il contenuto di un referendum consultivo finalizzato a conoscere la volontà degli elettori veneti circa il conseguimento di ulteriori forme di autonomia della Regione del Veneto.

 

"Il Partito democratico è convintamente autonomista, ma siamo per un'autonomia concreta, realistica, praticabile, non per scorciatoie irrealistiche e irrealizzabili". Primo a intervenire nel dibattito su autonomia e indipedenza, il vicecapogruppo del Pd Stefano Fracasso ha subito dichiarato totale contrarietà alla proposta di legge di Valdegamberi (referendum per un Veneto indipendente e sovrano) e il favore ad una proposta seria e responsabile per trattare con Roma condizioni di maggiori autonomia, competenze e risorse. Da parte sua il capogruppo del Pd, Lucio Tiozzo, ha annunciato la contrarietà del gruppo al progetto di legge Toniolo perché si intende dare mandato al Presidente Zaia un mandato di trattare a Roma un referendum per l'autonomia, quando costituzionalmente già c'è la possibilità che al Veneto sia riconosciuta un'autonomia differenziata.

 

"Come maggioranza - ha dichiarato l'esponente democratico - volete solo tenere in piedi una propaganda elettoralistica e il nostro voto contrario è motivato perché il progetto contiene alcuni aspetti incostituzionali". "Con questo dibattito abbiamo aperto la campagna elettorale del presidente Zaia - ha esordito Stefano Peraro (Udc) - In ogni caso la proposta Toniolo mi piace di più di quella di Valdegamberi, perché almeno non viola la Costituzione. Non più tardi di due mesi fa abbiano votato un documento per chiedere al Governo, nell'ambito delle riforme costituzionali, di riconoscere lo Statuto speciale al Veneto. Oggi, forse, abbiamo cambiato idea? Voterò comunque il provvedimento perché ritengo possa essere utile per ottenere maggiore autonomia e maggiori risorse per il Veneto".

 

Secondo Peraro, inoltre, non serve una legge per legittimare il presidente della regione a negoziare con lo Stato. "Zaia la legittimazione politica l'ha già ricevuta dal 62 per cento dei veneti che l'hanno votato". Per Giovanni Furlanetto (Gruppo Misto) il percorso proposto dal progetto di legge Toniolo rappresenta solo una "perdita di tempo" e una mossa elettorale. "Qualche anno fa - ha ricordato - il Veneto aveva già chiesto maggiori forme di autonomia allo Stato centrale, senza nemmeno avere risposta, se non il solito 'paga e tasi'. Se Roma non conosce nemmeno le regole della buona educazione, che cosa stiamo a chiedere?". Per l'esponente di 'Prima il Veneto' l'unica via è fare appello al diritto internazionale e all'Onu per ottenere l'indipendenza, nel rispetto dei diritti dei cittadini. A favore della Proposta di Legge Toniolo si è dichiarato Piergiorgio Cortelazzo (PdL-FIV) "da sempre, seppur le molte critiche che si possono fare - ha sottolineato - sono per uno stato unitario e concordo con la sfida per l'autonomia del Veneto. Sono invece assolutamente contrario - ha anticipato - alla proposta per l'indipendenza, che considero una causa persa".

 

Mariangelo Foggiato (UNE) ha annunciato la sua non partecipazione al voto sulla proposta di legge 392, non solo perché considera l'argomento inutile e superato, in quanto sarebbe sufficiente come prevede la costituzione fare un provvedimento legislativo per dare maggiore autonomia alla Regione, ma anche perché si è deciso di anteporre la proposta Toniolo a quella di Valdegamberi, seppur quest'ultima sia stata presentata prima. "Ritengo questo - ha dichiarato - un modo scorretto di procedere". "Il dibattito di oggi - ha dichiarato nel suo intervento Sergio Reolon (PD) - è utile per capire se siamo classe dirigente in grado di decidere o se l'argomento in discussione è solo una campagna elettorale. Bisogna smetterla - ha sottolineato l'esponente democratico - di usare parole come autonomia, indipendenza, autodeterminazione come avessero lo stesso significato, perché è solo demagogia. Questo paese è fatto di tante differenze che vanno riconosciute e la strada maestra per farlo è quella federalista e dell'autonomia, non solo per il Veneto, ma per l'intero paese. In coerenza con questo progetto - ha concluso Reolon - la Regione deve approvare tutti quegli atti necessari per applicare in tutte le sue parti lo Statuto".

 

Per Paolo Tosato (LN) il disequilibrio tra le nostre regioni che per anni quelle del nord hanno sopportato, non regge più a causa della crisi. "Chi amministra questi territori - ha affermato - ha il dovere di dare una risposta al quesito di come uscire da questa situazione. O il Veneto decide di impegnarsi in una lotta per salvare se stesso o non c'è soluzione. La via dell'autonomia va quindi fermata o votata solo per supportare la proposta di referendum per l'indipendenza, che non è né illegittima, né anticostituzionale". Gennaro Marotta e Antonino Pipitone (IdV), pur riconoscendo che il progetto di legge Toniolo va nella direzione giusta all'interno di un percorso costituzionale finalizzato ad una maggiore autonomia del Veneto, hanno annunciato la loro astensione per alcuni passaggi non condivisi contenuti nel provvedimento. Per Carlo Alberto Tesserin approvare la proposta di legge è obbligatorio per dare a Zaia uno strumento forte nella discussione con il Governo. "E' chiaro che a Roma saremo criticati - ha detto - ma noi dobbiamo dimostrare, in questo momento di difficoltà, di essere classe dirigente e di saper decidere"

 


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